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HomePolitica Dl Ucraina, vannacciani insieme a M5S e Avs contro il nuovo pacchetto di armi a Kiev

Dl Ucraina in esame in Aula
Vannacciani, M5S e Avs insieme
contro l'invio di armi a Kiev

Il Governo verso la fiducia sul decreto

Lomuti: "Insensato mandare nuovi aiuti"

di Alessio Sebastiano Corsaro10 Febbraio 2026
10 Febbraio 2026
Ucraina

Roberto Vannacci ed Emanuele Pozzolo | Foto Ansa

ROMA – Il debutto dei fedelissimi di Roberto Vannacci si intreccia a doppio filo con il dl Ucraina. A pochi giorni dalla scissione con la Lega, i primi arieti di Futuro Nazionale, il partito fondato dall’ormai ex vicesegretario del Carroccio, lanciano la sfida al vicepremier Matteo Salvini sul decreto Ucraina. Rossano Sasso, Edoardo Ziello (ex leghisti) ed Emanuele Pozzolo (precedentemente in FdI) hanno infatti presentato un emendamento e tre ordini del giorno contro l’invio di armi a Kiev. 

I vannacciani: “Vediamo quanti patrioti voteranno a favore degli Italiani”

La sfida alla maggioranza è pungente e guarda già al possibile pacchetto di elettori di estrema destra: “Vediamo quanti patrioti nel centrodestra voteranno a favore degli Italiani e soprattutto quanti assenti ci saranno tra le file della Lega che da mesi dice di non voler più inviare aiuti a Zelensky, ma poi, nei fatti, si smentisce clamorosamente”, affermano Sasso, Ziello e Pozzolo. 

Bonelli: “Serve una forte iniziativa diplomatica europea”

L’intero articolo 1 del decreto, quello sulla proroga di nuovi mezzi militari destinati all’Ucraina, è finito anche nel mirino di Avs, che ha preparato per l’Aula emendamenti analoghi a quelli elaborati dai seguaci di Vannacci. Sulla stessa linea il M5S di Giuseppe Conte, che tra i suoi otto emendamenti, ne ha depositato uno che richiede la cancellazione dello stesso articolo. Secondo Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, “di fronte a un mondo che si riarma senza limiti serve una forte iniziativa diplomatica europea”. Ben più risolutive le parole di Arnaldo Lomuti, capogruppo del Movimento in Commissione Difesa, per cui “inviare aiuti militari all’Ucraina non ha più senso”. 

Il Governo pronto a porre la fiducia sul Dl

A poche ore dall’inizio dell’esame degli emendamenti in Aula, previsto per le 14, prende sempre più quota l’ipotesi che il governo ponga la questione di fiducia sul decreto Ucraina. La votazione sull’articolo 1, infatti, rischia di trasformarsi in una variante imprevedibile per la premier Giorgia Meloni con un rischio di bocciatura superiore rispetto ai pacchetti precedenti, frutto di una visione comune in grado di riunire la strana coalizione Futuro Nazionale – M5S – Avs.

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