BRUXELLES – Tasse sui pacchi low cost già dal 1° luglio 2026. È arrivato ieri 11 febbraio il via libera definitivo del Consiglio europeo alle nuove regole doganali sulle piccole spedizioni in entrata nel mercato europeo, per lo più tramite commercio elettronico.
Una norma che elimina l’esenzione attuale sui pacchi di valore inferiore ai 150 euro. Una volta operativo il nuovo ‘data hub’ doganale europeo – sul quale i 27 dovranno coordinarsi con l’obiettivo di messa in funzione entro il 2028 – la tassazione verrà applicata a tutte le merci in ingresso nell’Unione. In attesa dell’entrata in vigore della piattaforma informatica di coordinamento comune, in via provvisoria già dal primo luglio di quest’anno sarà applicato un dazio forfettario di 3 euro per ciascuna categoria di prodotto entro la soglia di prezzo indicata e inviata direttamente ai consumatori.
La nota del Consiglio Ue
Di “un’esenzione superata” ha parlato, nella nota in cui si annuncia il via libera definitivo, il ministro delle Finanze di Cipro Makis Keravnos. “Le regole doganali dell’Ue devono tenere il passo e chiudere le vie agli operatori senza scrupoli” ha concluso. Nella stessa nota del Consiglio si è ricordato come il volume dei piccoli pacchi diretti nel mercato europeo è raddoppiato ogni anno dal 2022: nel 2024 sono stati 4,6 miliardi e il 91% delle spedizioni proveniva dalla Cina. “Il sistema”, si sottolinea, “avrà effetti anche sui conti pubblici: i dazi costituiscono una risorsa e una quota degli introiti resta agli Stati membri a copertura dei costi di riscossione”.
Il tandem Italia-Francia
Sulla misura l’Italia era in pressing già dallo scorso novembre, con la speranza dichiarata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che la misura trovasse applicazione “già a partire dal 2026”. Inizialmente una norma simile doveva essere inserita all’interno del ddl concorrenza in chiave anti-fast fashion, soprattutto per contrastare i colossi cinesi come Shein e Temu, ma era slittata per motivi di calendario. Anche la Francia premeva per anticipare i tempi. Intanto proseguono i negoziati tra Consiglio e Parlamento europeo per la creazione di una nuova autorità doganale dell’Unione, incaricata di supervisionare il futuro sistema e la banca dati comune.


