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HomeEconomia Energia, il meccanismo taglia bollette preoccupa i mercati. Decreto in arrivo in Cdm

Decreto Energia 2026
il meccanismo taglia-bollette
preoccupa i mercati

Bruxelles potrebbe bloccare la misura

Il provvedimento in Cdm mercoledì

di Chiara Di Benedetto16 Febbraio 2026
16 Febbraio 2026

Contatori dell'elettricità | Foto Ansa

ROMA – Ridurre in modo significativo il costo dell’elettricità e del gas per famiglie e imprese. È questo l’obiettivo che il governo italiano intende raggiungere con il nuovo decreto bollette. Per riuscirci punta a liberare i produttori dal pagamento degli oneri legati al trasporto del gas e alla tassazione Ets (quella imposta dal Sistema di scambio di quote di emissione dell’Unione Europea). Gli oneri verrebbero così pagati direttamente dai consumatori sulle bollette e, al contrario di quanto si possa pensare, il nuovo meccanismo porterebbe a una netta riduzione delle tariffe. Un’idea che non convince i mercati, producendo pressioni sui titoli delle principali utility italiane che temono un impatto diretto sui margini derivanti dalle modifiche sui meccanismi di formazioni dei prezzi dell’elettricità.

Come funziona adesso e che cosa cambierebbe

Il costo dell’elettricità, nei paesi Ue, viene fissato sulla base della fonte più costosa utilizzata per soddisfare la domanda dei cittadini. Nel nostro Paese questa fonte è quasi sempre il gas e il suo costo determina così il prezzo italiano della corrente elettrica. Se le centrali termoelettriche non dovessero pagare trasporto e Ets, anche il prezzo della corrente calerebbe. Attualmente, invece, gli oneri pagati dai produttori termoelettrici, a causa del meccanismo europeo che definisce i prezzi della corrente, finiscono per moltiplicarsi su tutti gli altri produttori di corrente. Il ministero dell’Ambiente ha stimato che, se il meccanismo entrasse in vigore, si otterrebbe un risparmio di più di 3 miliardi di euro.

L’ostacolo Bruxelles

La nuova riforma del decreto bollette sarà presentata in Cdm il prossimo 18 febbraio, ma la resistenza più grande potrebbe arrivare dall’Ue. Dal momento che il provvedimento toccherebbe direttamente la tassazione Ets, c’è infatti la possibilità che la Commissione europea si opponga, interpretando la misura come un aiuto indebito ai produttori termoelettrici. Senza l’approvazione dell’Ue la normativa non potrebbe entrare in vigore. Il decreto prevede anche l’introduzione di nuovi sgravi, come un contributo straordinario di 90 euro per le forniture di energia elettrica riservato ai titolari del bonus sociale e un secondo bonus per i clienti domestici con Isee inferiore a 25.000 euro.

Un tema, quello dell’energia, che è stato al centro di una riunione di Forza Italia a cui hanno partecipato anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. I forzisti hanno sottolineato che gli Ets sono “molto penalizzanti per l’Italia”, rimarcando che il decreto ha “la priorità assoluta” e che dovrà avere “impatti immediati, sia sulle famiglie sia sul sistema imprenditoriale”. Un punto che sarà discusso nel pomeriggio di lunedì 16 febbraio nel corso del vertice di governo previsto a Palazzo Chigi alla presenza della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dei vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini.

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