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HomePolitica Board of Peace, voterà il Parlamento. Tajani: “Non possiamo restare fuori”

Board of Peace per Gaza
Tajani: "Italia deve esserci"
Roma come osservatore

Vertice di maggioranza a Palazzo Chigi

Le comunicazioni martedì in Parlamento

di Tommaso Di Caprio16 Febbraio 2026
16 Febbraio 2026
Tajani Gaza

Il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani | Foto Ansa

ROMA – L’Italia non può rimanere ai margini del grande progetto di ricostruzione per Gaza. La posizione del governo italiano rispetto al futuro della Striscia è ormai chiara e sarà il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a riferirla in Parlamento martedì 17 febbraio. “Non possiamo restare fuori dalla ricostruzione di Gaza, anche questa è una chiave di lettura a proposito della nostra presenza da osservatori nel Board. E poi è giusto esserci perché è un’ulteriore conferma dell’impegno del governo per stabilizzare il Medio Oriente”, ha dichiarato Tajani secondo quanto riporta il Corriere della Sera.

Nel corso delle comunicazioni, il vicepremier confermerà quanto già dichiarato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha definito la presenza di Roma come “Paese osservatore” nel Board of Peace, “una buona soluzione rispetto al problema che chiaramente abbiamo della compatibilità anche costituzionale con l’adesione”, all’organizzazione creata dal presidente americano Donald Trump. 

Le comunicazioni del ministro degli Esteri sono state fissate alle 13.30 alla Camera e alle 16.45 al Senato, mentre c’è incertezza su chi volerà a Washington giovedì 19 febbraio alla prima riunione del nuovo organismo internazionale. La presenza di Tajani resta la più quotata, ma non è esclusa l’ipotesi che sia Meloni a raccogliere in prima persona l’invito di Trump.

Ue: “Non saremo membro del Board of Peace”

Intanto, Palazzo Chigi ha convocato per il pomeriggi del 16 febbraio un vertice con il vicepremier Matteo Salvini e lo stesso Tajani. Sul tavolo ci sarà ovviamente la partecipazione di Roma al Board of Peace, soprattutto dopo le dichiarazioni di un portavoce della Commissione europea che ha chiarito la presenza diplomatica di Bruxelles giovedì a Washington, sottolineando che l’Ue non diventerà membro del board. “La commissaria Ue Dubravka Suica andrà a Washington alla presentazione del Board of Peace di Donald Trump per la parte dedicata a Gaza, ma voglio sottolineare che l’Ue non diventerà un membro di questo board”, ha spiegato.

L’attenzione del Colle e i paletti della Costituzione 

Ma la presenza dell’Italia nel comitato internazionale voluto dalla Casa Bianca per la rinascita della Striscia non è così semplice perché presenta un ostacolo difficilissimo da superare, la Costituzione.  L’articolo 11 della Carta permette all’Italia di aderire a organizzazioni internazionali con limitazione di sovranità solo in condizioni di parità. Un requisito che il Board of Peace, allo stato attuale, non possiede e che il governo italiano sta cercando bipassare con la formula dell’adesione come “Paese osservatore”. 

Sull’ingresso di Roma nel Board vigila anche il Quirinale. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al quale non compete la politica estera del Paese, ha già avuto un colloquio telefonico con Meloni pretendendo chiarezza sulle mosse dell’Italia. Ma le perplessità del Colle restano. Nelle ultime settimane, il capo dello Stato ha difeso più volte l’Onu e il multilateralismo dai tentativi di Trump di creare un’organizzazione internazionale alternativa che rischia di innescare un contrasto insanabile con la Costituzione.

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