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HomeEsteri Morte Deranque, LFI: “Nessun legame con i fatti”. Bufera in Francia

Francia nella bufera
dopo la morte di Quentin
LFI esclude legami con i fatti

Sospetti legati all'ultrasinistra

Macron: "Condannare gli autori"

di Pietro Bazzicalupi17 Febbraio 2026
17 Febbraio 2026
Lione deranque

Un mazzo di fiori esposto a Lione per la morte di Quentin Deranque | Foto Ansa

LIONE  – La Francia è nella bufera. La morte di Quentin Deranque –  il militante nazionalista di 23 anni deceduto per le ferite riportate dopo essere pestato da un gruppo Antifa a Lione – ha messo il Paese sotto shock scatenando le reazioni pubbliche e istituzionali. France Insoumise, nel mirino per la presenza di un assistente parlamentare nelle carte dell’inchiesta, ha già escluso collegamenti tra il partito e la morte dell’attivista. 

I fatti

L’aggressione è avvenuta nella serata di giovedì 12 febbraio, nei pressi dell’Istituto di studi politici (Iep) dove era in programma una conferenza dell’eurodeputata di France Insoumise Rima Hassan, dedicata al conflitto in Medio Oriente. Secondo le ricostruzioni, “almeno sei persone” avrebbero accerchiato il giovane, colpendolo ripetutamente con calci e pugni alla testa. Soccorso in condizioni disperate per un grave trauma cranico, è morto due giorni dopo in ospedale.  

Le indagini

La Procura adesso indaga per omicidio volontario e tra i nomi citati nell’inchiesta compare quello di un assistente parlamentare vicino alla sinistra radicale, di France Insoumise (LFI) di Jean-Luc Melenchon. Inoltre, come riporta l’agenzia France Presse, sarebbero stati identificati alcuni sospetti, legati a movimenti dell’ultrasinistra, che non risultavano schedati come persone a rischio. Secondo il legale della famiglia, non si è trattato di una semplice rissa ma di un’aggressione deliberata contro una vittima isolata. Studente di matematica, cattolico praticante, Deranque non aveva precedenti penali.

Bompard (LFI): “Nessun legame con la morte di Deranque”

Il coordinatore di France Insoumise (LFI), Manuel Bompard, assicura che non c’è ”alcun legame” tra il suo partito e la morte del giovane militante nazionalista, Quentin Deranque. ”Invito tutti alla responsabilità e alla vigilanza, perché, quando si lanciano accuse infondate, gravi e menzognere, questo ha delle conseguenze”, ha dichiarato ai microfoni di radio France Inter, aggiungendo che ”non c’è alcuna responsabilità politica di France Insoumise in questo dramma”.  La risposta di Bompard arriva dopo le polemiche nate per la presenza, indicata da alcuni testimoni, di Jacques-Elie Favrot, assistente del deputato LFI Raphael Arnault. La presidente dell’Assemblea nazionale, Yael Braun-Pivet, ne ha sospeso in via preventiva l’accesso al Parlamento. Il procuratore Thierry Dran ha riferito che sono stati ascoltati oltre quindici testimoni e analizzati i video: al momento nessun arresto.

L’appello di Macron

Dal canto suo, il presidente francese Emmanuel Macron ha lanciato un appello a condannare “gli autori di questa ignominia”, invitando però “alla calma, alla prudenza, al rispetto”. “Nella Repubblica nessuna causa, nessuna ideologia, giustificheranno mai che si uccida. Perseguire, portare davanti alla giustizia e condannare gli autori di questa ignominia è indispensabile. Per l’odio che uccide non c’è posto da noi”, ha aggiunto Macron su X. Intanto sedi del partito guidato da Jean-Luc Mélenchon sono state vandalizzate e il sindacato Confédération française démocratique du travail denuncia un clima di “ultrapolarizzazione” nel Paese.

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