GINEVRA – A quasi quattro anni dall’attacco di Mosca su Kiev, Stati Uniti, Russia e Ucraina tornano a occupare il tavolo dei negoziati per il terzo round di colloqui trilaterali. Intanto la pioggia di missili russi continua a imperversare sui cieli ucraini. Una donna di 68 anni è stata uccisa a causa di un attacco di droni russi nella regione frontaliera di Sumy, mentre due ragazzi di 7 e 15 anni sono rimasti feriti.
Trump: “È meglio che l’Ucraina sieda al tavolo delle trattative”
Nel frattempo diverse delegazioni stanno giungendo in queste ore a Ginevra. “L’Ucraina deve sedersi al tavolo dei negoziati al più presto”, ha riferito il presidente americano Donald Trump, rispondendo a una domanda dei giornalisti a bordo dell’Air Force One. Lunedì sera Kiev ha fatto sapere che la delegazione guidata dal segretario del Consiglio di sicurezza nazionale e Difesa ucraino, Rustem Umerov, è arrivata a Ginevra, mentre la delegazione russa, guidata da Vladimir Medinski, ha raggiunto la svizzera in mattinata. Anche gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner sono arrivati nella città.
Il vicolo cieco del dialogo tra Mosca e Kiev
Ma il dialogo tra Mosca e Kiev si preannuncia già difficile. Sergei Ryabkov, vice-ministro degli Esteri russo, ha ribadito l’importanza di “affrontare le questioni che sono alla radice di questo conflitto” e si partirà proprio dalle discussioni dello scorso agosto in Alaska tra Putin e Donald Trump. Si dovrebbe discutere anche dell’ipotesi di un “cessate il fuoco energetico”, anche se rimane lontano un accordo sulla centrale nucleare di Zaporizhzhya. Per la delegazione ucraina la priorità infatti resta l’ottenimento di chiare garanzie di sicurezza. Secondo Zelensky da parte degli americani la linea rimane sempre la stessa: prima lo scambio di territori e poi le garanzie di sicurezza, ma Kiev vuole invertire la formula e, specifica: “Il fatto che siamo pronti al compromesso non vuol dire che rinunceremo ai nostri territori”. Il nodo, sempre più difficile da sciogliere, rimane sempre quello del Donbass. Vladimir Putin continua a chiedere alle truppe ucraine di abbandonare la zona contesa, una possibilità inaccettabile per Kiev che cerca di resistere.
La preoccupazione di Zelensky
Mentre la diplomazia cerca faticosamente una via d’uscita a Ginevra, la realtà sul campo resta drammatica e segnata da una nuova escalation di violenza. Una pioggia di missili ha colpito la zona di Odessa. In un post su X, il presidente ucraino Volodymir Zelensky ha parlato di “attacco combinato” da parte delle truppe russe. “Sono stati utilizzati quasi 400 droni e 29 missili di vario tipo, compresi quelli balistici. Un numero significativo è stato abbattuto, ma purtroppo ci sono stati anche dei colpi. A Odessa, decine di migliaia di persone sono rimaste senza riscaldamento e acqua dopo l’attacco dei droni. Tutti i servizi necessari stanno lavorando per aiutare. In totale, 12 regioni sono state prese di mira e, purtroppo, 9 persone sono rimaste ferite, tra cui bambini” ha riferito il presidente.


