Reman Hassan, comandante di Boeing 737, spiega a Lumsanews il rapporto in volo tra cabina e torre di controllo.
Quanto conta per un pilota sapere che a terra qualcuno ha una visione più ampia della sua?
“È una cosa fondamentale. Il pilota è più concentrato sulla condotta e sulla sicurezza del proprio aereo. Il controllore, invece, con l’ausilio delle strumentazioni radar riesce ad avere una visione di traffico aereo molto più completa. Inoltre, grazie a queste tecnologie, riesce anche ad anticipare e prevenire eventuali conflitti fra velivoli”.
Le è mai capitato di non essere d’accordo con la torre ma di seguire comunque l’indicazione?
“Può capitare. Ricordiamoci peró che la torre ha una visione più completa dello spazio aereo e che quindi deve soddisfare le richieste di tutti gli aerei, oltre che soddisfare gli standard di sicurezza”.
Ci sono momenti in cui le sembra che la torre sia in anticipo o in ritardo rispetto alle sue decisioni?
“Si, in situazioni di meteo avverso il pilota ha la necessità di deviare dalla rotta prestabilita. Questo mette in difficoltà il controllore che si ritrova a dover riorganizzare lo spazio aereo tempestivamente per garantire sia la corretta distanza tra aerei e per mantenere l’efficienza dello spazio aereo”.
Cosa dovrebbe sapere un passeggero del dialogo tra lei e la torre di controllo?
“Il dialogo avviene secondo una fraseologia standard internazionale che non lascia spazio a libere interpretazioni. Noi usiamo l’alfabeto ICAO (International Civil Aviation Organization – ndr) che permette a piloti e controllori di tutto il mondo e quindi di nazionalità diverse, di comunicare in maniera standard. In cielo l’ambiguità non è ammessa”.


