GINEVRA – Un’altra chance per sventare un nuovo conflitto. A Ginevra è iniziato il terzo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran sul nucleare.
Dall’Oman traspare ottimismo. Il ministro degli Esteri Badr Albusaidi ha dichiarato che ”i negoziatori hanno dimostrato un’apertura senza precedenti a idee e soluzioni nuove e creative”.
La posizione dell’Iran
Il ministro degli Esteri di Teheran Abbas Araghchi si siede al tavolo dei colloqui chiedendo “serietà” agli Usa, che dovranno “evitare dichiarazioni o comportamenti contraddittori” affinché si arrivi ad un successo nel negoziato.
Secondo Al Jazeera il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha riferito che “l’’Iran non svilupperà la bomba atomica come ha decretato la Guida suprema Ali Khamenei, circa vent’anni fa”.
“L’Iran spingerà per l’affermazione del suo diritto all’uso pacifico dell’energia nucleare”, ribadisce il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, aggiungendo che l’altro tema sul tavolo sarà “la revoca delle sanzioni”.
Il pugno duro degli Stati Uniti
Dal canto loro, gli Usa tirano dritti. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che l’Iran “si rifiuta di discutere del suo programma balistico” e questo “rappresenta un problema molto grande”. Il capo della diplomazia Usa ha infatti ricordato che il presidente Trump “vuole soluzioni diplomatiche”. Insieme a lui a Ginevra è arrivato anche l’inviato speciale per gli Stati Uniti Steve Witkoff.
Una botta e risposta che va avanti anche a colpi di sanzioni. Ieri 26 febbraio Washington ha annunciato nuove sanzioni contro il petrolio e le armi dell’Iran. Si tratta di una strategia che il dipartimento del Tesoro ha definito di “massima pressione”. Le nuove misure prendono di mira oltre 30 individui, entità e imbarcazioni che facilitano “la vendita illecita di petrolio iraniano”, nonché la sua produzione di armi.
“L’Iran sfrutta i sistemi finanziari per vendere petrolio illecito, riciclare i proventi, procurarsi componenti per i suoi programmi di armi nucleari e sostenere i suoi gruppi terroristici”, ha accusato il segretario al Tesoro Scott Bessent.
Pechino: “Questione sia risolta attraverso canali politici”
Sul fronte delle reazioni internazionali, la Cina fa sapere che sta seguendo “da vicino” gli sviluppi riguardanti l’Iran e sostiene che “la risoluzione delle questioni attraverso canali politici e diplomatici e si oppone all’uso o alla minaccia della forza nelle relazioni internazionali”.
Una difesa, quella cinese, in nome di “un’amicizia tradizionale” ha detto la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning.


