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HomeEconomia Caro carburanti, la benzina torna sopra i 2 euro. Codacons: “Servono misure urgenti”

Benzina ancora sopra i 2 euro
È record in autostrada
Codacons: "Sconti non bastano"

Il governo prolunga il taglio sul diesel

Fapi: "Non si può proseguire così"

di Alessio Garzina01 Settembre 2026
01 Settembre 2026

Una pompa di benzina | Foto Ansa

ROMA – Record per la benzina in autostrada. Il prezzo medio al self service raggiunge oggi, martedì 1 settembre, 2,104 euro al litro, il livello più alto dall’avvio della serie giornaliera del Mimit, nell’agosto 2023. La rilevazione è cresciuta rispetto ai 2,097 euro di ieri. Sulla rete ordinaria la benzina arriva a 2,022 euro al litro. Il gasolio resta stabile: 2,130 euro sulla rete stradale e 2,204 in autostrada.

Il confronto con il 2022

Per trovare livelli più elevati bisogna tornare alla crisi energetica seguita all’invasione russa dell’Ucraina. Il confronto non è però omogeneo: le rilevazioni del 2022 univano rete stradale e autostrade. Il 14 marzo la benzina arrivò a 2,185 euro al litro e il 21 marzo a 2,137. “Il prezzo di oggi è una Medaglia di bronzo”, osserva Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ricordando il taglio delle accise deciso dal governo Draghi.

Dona: “Il governo non fa nulla”

Dona critica la gestione del caro carburanti e contesta l’ipotesi di eliminare lo sconto sul gasolio. Con il prezzo medio odierno, sostiene, il diesel potrebbe arrivare a 2,375 euro al litro. Nel mirino anche il bonus carburanti per i lavoratori, giudicato una misura già sperimentata senza risultati. “Il Governo Meloni sulla benzina dorme da mesi, non fa nulla”, afferma.

Codacons: “Gli sconti sul diesel non bastano più”

Secondo il Codacons, negli ultimi due mesi la benzina self è aumentata di circa il 12% sulla rete ordinaria, mentre dal primo luglio il rialzo in autostrada è dell’11%. “Gli sconti sul diesel non bastano più”, sostiene l’associazione, chiedendo interventi urgenti anche sulla benzina. Il caro carburanti pesa sui bilanci degli automobilisti e sui costi delle attività economiche. Il dato arriva mentre resta fino al 5 settembre il taglio delle accise sul gasolio, che non vale per la benzina.

L’allarme della Fapi

Sul caro benzina interviene anche la Fapi, che chiede al governo di intervenire per contenere i rincari. Il presidente nazionale Gino Sciotto sottolinea come l’aumento dei prezzi, soprattutto in autostrada, si aggiunga alla crescita generale dei costi che sta già gravando su famiglie e imprese. “Non si può proseguire così”, afferma Sciotto, avvertendo che il prolungarsi dei rincari rischia di aumentare anche l’indebitamento di famiglie e imprese.

Il rischio per l’economia

Il caro carburanti non riguarda soltanto gli automobilisti. Il diesel è centrale nel trasporto merci e un aumento prolungato dei costi può riflettersi su logistica, distribuzione e prezzi finali. Confesercenti stima che tra luglio e agosto gli italiani abbiano speso fino a 1,8 miliardi in più per i rifornimenti rispetto all’estate 2025. Secondo Nomisma Energia, una famiglia che consuma mille litri l’anno potrebbe spendere nel 2026 circa 356 euro in più rispetto al 2025. Il rischio è che i rincari si trasferiscano anche sui prezzi finali.

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