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HomePolitica Da Mosca a Futuro nazionale: la galassia vannacciana di uomini filorussi

Da Mosca a Futuro nazionale
Tutti gli uomini filorussi
della galassia di Vannacci

La rete di rapporti che allarma

osservatori e cacellerie europee

di Sofia Landi07 Settembre 2026
07 Settembre 2026
Il generale Roberto Vannacci | Foto Ansa

ROMA – Chi abita la galassia che ruota attorno all’ex generale Roberto Vannacci e al suo Futuro Nazionale? Perché la sua ascesa preoccupa così tanto osservatori e cancellerie europee? La risposta va cercata proprio lì: nell’universo di rapporti e relazioni che gira intorno al “cavallo di Troia” (così il Financial Times) dell’influenza russa in Italia, fatto di uomini premiati da Vladimir Putin, da associazioni che guardano alla Mosca imperiale e da un’ex dipendente della Federazione russa. La Repubblica del 7 settembre 2026 ha ricostruito la rete del generale.

Quando Vannacci puntava sulla Russia: “Kiev capitolerà in poche settimane”

A inizio 2021, Roberto Vannacci arriva all’ambasciata italiana con la qualifica di addetto militare. Sono anni di tensione tra Mosca e la Nato. Vannacci non ha dubbi: la Russia deve essere un partner, come racconta al Financial Times l’allora addetto alla Difesa britannica John Foreman, che in quel periodo lo conosce e lo frequenta. Dopo il 24 febbraio 2022 scommette sulla forza della Russia. “I russi entreranno in Ucraina come un coltello nel burro e Kiev capitolerà in poche settimane”, dice all’ambasciatore Giorgio Starace. Vannacci lascerà Mosca nel maggio successivo, espulso in risposta agli allontanamenti decretati da Roma nei confronti dei russi. 

Gli uomini dell’universo Vannacci

Ma chi sono gli uomini del generale? Eliseo Bertolasi, analista e giornalista che nel novembre 2025 entra al Cremlino e riceve direttamente da Putin l’Ordine dell’Amicizia. L’ex parà Antonio Imperatore, l’animatore del circolo “Amici della Russia Imperiale Terza Roma”. Una delegazione del circolo è stata ricevuta dal console generale russo a Milano. E ancora Aleksandr Dugin, filosofo ultranazionalista e teorico dell’eurasianismo. Non finisce qui. Perché uno degli uomini che sarebbe vicino a Vannacci, Roberto Jonghi Lavarini, frequenta il consolato russo di Milano ed è vicino a Dugin. Giovanni Trombetta, consulente finanziario e presidente del circolo R360, è indicato come un altro referente italiano del filosofo russo. 

Non bisogna dimenticare, poi, che la parte della vecchia rete di Gianni Alemanno e di Indipendenza è confluita nell’area del generale. Gravita attorno a Ramona Castellino, sorella di Giuliano, l’ex leader di Forza Nuova in carcere per l’assalto alla Cgil, da sempre affine al mondo russo. 

E la Capitale dei social? I profili di “Roma ai Romani”, movimento confluito prima in Indipendenza e poi nell’area di Futuro Nazionale, vengono trasformati in “Futuro Nazionale Roma”. E proprio su quel canale, il 20 agosto, compare un omaggio a Dar’Ja Dugina, la figlia di Aleksandr Dugin uccisa nel 2022 nell’attentato che aveva come probabile obiettivo proprio il padre. Nella rete compare inoltre Pletro Venlamin Andrejevich Stramezzl, italorusso, frequentatore dell’ambiente vannacciano. Vive a Mosca ed è stato fotografato insieme a consigliere di Putin Anton Kobyakov. C’è Larissa Yudina, soprano italorussa vicina a Fn. Infine Stefano Valdegamberi, che in Veneto ha costituito nel gruppo misto del Consiglio regionale la componente Futuro Nazionale. E che rappresenta, da anni, uno degli esponenti politici italiani più filorussi. 

L’ex addetta stampa del governo russo, sposata con un dirigente di Fn

E alla fine arriva lana Permiakova. Nata a Mosca, vive da ormai dieci anni in Italia ed è la moglie di Luca Carleo. Sapere chi è il marito non è per nulla di poco conto. Il 28 luglio Carleo viene nominato responsabile vicario di Futuro Nazionale in Lombardia con delega a Milano. L’incarico dura 24 solo ore. Perché quando emerge il suo coinvolgimento nell’inchiesta della Procura di Milano sul gruppo Ops, si dimette dal movimento. L’uomo era ai vertici di Ops Retall, l’ex Netweek, gruppo che controlla decine di testate cartacee e siti di informazione locale. Nel consiglio di amministrazione sedeva anche sua moglie, coinvolta nell’inchiesta. Il suo curriculum racconta che dal 2011 al 2016 ha lavorato nel “Dipartimento del Servizio Stampa e dell’informazione” del governo della Federazione Russa a Mosca. All’interno, quindi, della struttura di comunicazione del governo russo, mentre l’Europa considera l’informazione uno del principali terreni dell’influenza di Mosca. 

Proprio in queste ore, Permiakova si è dimessa dal consiglio di Ops Retall. Interpellata da Repubblica precisa: “Lasciare Ops Retall è stata una mia scelta legata a motivi personali e alla volontà di dedicarmi a nuovi progetti”. E prende le distanze dal suo Paese d’origine: d’origine: “Sono sposata con un cittadino italiano da dieci anni, e da allora risiedo in Italia. Da allora non ho alcun tipo di rapporto con la Federazione Russa se non, naturalmente, quello con i miei genitori che vivono ancora lì”.

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