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HomeEsteri Niglia: “Afd vuole riplasmare l’Europa, dai legami con Putin al tema migranti”

L'analisi sull'ascesa di Afd
Il politologo Niglia:
"Modello Merz in crisi"

Come cambia lo scenario europeo

"Il partito vuole avvicinarsi a Putin"

di Enza Savarese07 Settembre 2026
07 Settembre 2026
afd

Federico Niglia, ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali all’Università per Stranieri di Perugia

ROMA – “Il voto della Sassonia non influenzerà solo il governo di Merz, ma tutta l’Europa”. Intervistato a Lumsanews per analizzare le elezioni del land tedesco e i suoi risvolti è il politologo Federico Niglia, ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali all’Università per Stranieri di Perugia. 

In Sassonia ha trionfato l’Afd. Cosa significa questo voto per la Germania? 

“Non è una sorpresa la vittoria dell’estrema destra in quel hinterland tedesco, che ha una sua tradizione di voto radicale. In ogni caso, a pesare sono i numeri, perché si va a concretizzare uno scenario che vede l’Afd vincente e soprattutto autonoma rispetto alle dinamiche di potenziale coalizione”.

A pesare è stato anche il voto dei giovani: il 42% ha votato estrema destra.

“Per molto tempo si è derubricata l’Afd, pensando che fosse un partito del malessere, soprattutto per le generazioni senior, mentre per i giovani si pensava che il grande attrattore sarebbero state le politiche dei verdi. Invece questo non è avvenuto. Il voto giovanile dell’Afd magari non si traduce in un consenso dei grandissimi centri, ma è comunque un voto di una generazione che vede delle politiche che non gli piacciono.

Afd avrà i numeri per governare? 

“Bisogna prendere atto della crisi del modello di contenimento che era stata elaborata dal cancellierato Merz. Ora, a livello governativo, ci si trova ad un impasse. Nella Cdu c’è sempre stato un dibattito sotterraneo su che cosa fare con Afd. In passato la linea bavarese per prevenire la sua ascesa, proponeva non un’alleanza, ma un dialogo con il partito di estrema destra. Questo non è mai avvenuto e farlo ora sarebbe un’operazione un po’ tardiva del governo, che quindi continuerà a seguire questa linea, a meno di cambiamenti all’interno della Cdu”. 

L’Europa invece cosa rischia?

“Non è una questione di rischi. L’Europa che si va riplasmando. Questo partito ha una chiara linea di politica estera. Innanzitutto, cambierebbe l’approccio nei confronti della Russia, con una netta apertura. A questo si accompagna una chiara richiesta di politiche di chiusura nei confronti sui temi delle migrazioni. Afd, poi, non vuole mettere più la Germania a disposizione dell’Europa”. 

In Italia, considerando le reazioni che hanno spaccato la maggioranza e Roberto Vannacci, quali saranno i rapporti tra i due paesi? 

“Distinguerei due piani nel parlare dei rapporti tra Italia e Germania. C’è un piano politico partitico che sicuramente si fa molto più complesso perché le forze al governo in Italia hanno un atteggiamento non unanime nei confronti della avanzata della destra in Germania. E poi c’è un rapporto silenzioso italo-tedesco che si basa sull’integrazione tra i due paesi, che è un’integrazione economica fortissima e silenziosa, dove le industrie dei due paesi sono molto integrate tra loro. Quindi, a livello profondo, direi che a prevalere saranno le dinamiche strategiche”. 

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