TEL AVIV – Una telefonata di 45 minuti per segnalare ai vertici israeliani un imminente attacco di Hamas contro Israele. È l’avvertimento che sarebbe stato fatto dall’emiro di Abu Dhabi Mohammed bin dieci giorni prima del pogrom 7 ottobre che ha ucciso migliaia di civili israeliani nei kibbutz dello stato ebraico al confine con la Striscia di Gaza.
A svelare il retroscena è un’inchiesta di Haaretz in cui vengono anticipati alcuni estratti del nuovo libro dei giornalisti Shlomi Eldar e Ruth Yuval. Secondo la ricostruzione – basata su fonti anonime straniere e israeliane – l’avvertimento di bin Zayed sarebbe partita dalle conversazioni di un palestinese, un dirigente di Fatah, il partito rivale di Hamas nella Striscia, con Yahya Sinwar, la mente del 7 ottobre.
La fonte palestinese e la telefonata
Il contatto degli emiratini, indicato nel libro soltanto con il soprannome “Occhi neri”, avrebbe avuto rapporti con i vertici di Hamas e con l’intelligence di Gerusalemme anche grazie alla conoscenza fluente dell’ebraico. Grazie alle sue rivelazioni, a meno di un mese dall’attacco, il 15 settembre 2023, l’emiro avrebbe deciso di condividere l’informazione, tramite un suo consigliere, con il capo dello Shin Bet, il controspionaggio israeliano.
A questo punto, ricostruiscono i giornalisti, i vertici dell’intelligence avrebbero contattato il premier israeliano che – durante una riunione di sicurezza nella quale si raccomandava un’azione militare decisiva per l’eliminazione di Sinwar – avrebbe deciso di posticipare la decisione.
A fare da sfondo alla vicenda ci sono le trattative per la liberazione dei 251 ostaggi israeliani rapiti dal gruppo islamista. In quei giorni difficili era lo stesso Sinwar a trattare segretamente con Gerusalemme per raggiungere una tregua di di lungo periodo. E trovare un accordo che includesse la graduale rimozione del blocco su Gaza, la creazione di una zona industriale nel nord della Striscia, l’aumento dei permessi di lavoro ai palestinesi che si recano nei confini dello Stato ebraico, e la fornitura di gas naturale alla Striscia.
L’ufficio di Netanyahu: “Menzogna totale”
La mancata reazione israeliana convince l’emiro a intervenire in prima persona. Zayed chiede e ottiene una linea diretta con Netanyahu che, secondo quanto rivelato nel libro, era stato avvertito anche dall’intelligence egiziana su ”qualcosa di insolito in arrivo” da Hamas.
Ma la ricostruzione di Haaretz è stata “categoricamente”smentita dall’ufficio di Netanyahu che ha negato una telefonata tra il premier e il presidente emiratino nei giorni precedenti l’attacco del 7 ottobre. A confermare la versione del premier israeliano sono stati anche i vertici dei servizi segreti di Gerusalemme di allora che hanno dichiarato al quotidiano di non essere mai stati informati di un avvertimento di bin Zayed. Che, tuttavia, ha rifiutato di commentare la posizione israeliana.


