COMO – Nella serata di ieri, al Sinigaglia, è stata scritta un’altra pagina della favola del Como. Uno stadio gremito, con la nuova curva ristrutturata in estate proprio per l’occasione, ha accompagnato la squadra di Cesc Fabregas nel suo storico esordio in Champions League contro i tedeschi del Lipsia. Al termine dei 90 minuti, il tabellino recita un netto 4-1 in favore dei lariani: un debutto nella massima competizione europea da veterani, più che da matricola.
Un progetto che parte da lontano
Ma dietro questa notte da sogno non c’è soltanto il romanticismo di una piccola squadra affacciata sul lago. La scalata del Como nasce da un progetto costruito passo dopo passo. Nel 2019 il club militava ancora in Serie D, quando venne rilevato dalla famiglia indonesiana Hartono. Da allora investimenti, organizzazione e una precisa strategia societaria hanno accompagnato la risalita fino alla Serie A e, lo scorso anno, al quarto posto che è valso la Champions.
Da Fabregas a Nico Paz: i segreti del successo
Il segreto, però, non è soltanto economico. Tutto sta nella capacità di trasformare le risorse in un’identità. Fabregas è l’artefice del successo, il centro del progetto: allenatore, uomo mercato e riferimento tecnico di una squadra moderna, che vuole imporre il proprio gioco, offensivo e coraggioso. Ma insieme alle idee, ci vogliono gli interpreti giusti. Ed ecco la crescita di giovani di talento come Nico Paz, Diao, Perrone e Da Cunha, mentre lo scouting ha permesso di individuare profili come Douvikas. L’attaccante greco è diventato dalla scorsa stagione un finalizzatore prolifico, tanto da far nascere dubbi sulla presenza di un possibile ballottaggio a lungo termine con Kean, appena sbarcato sulle rive del lago per una cifra attorno ai 40 milioni di euro.
Il lago di Como tra brand e appartenenza
E poi c’è Como, una città che sta vivendo il successo della propria squadra quasi come una storia collettiva. Il ritorno dei tifosi storici, l’arrivo di nuove generazioni allo stadio e il legame con il territorio completano un percorso che in pochi avrebbero immaginato così rapido. La Champions, dunque, non è il punto d’arrivo, ma la prova più affascinante di un progetto nato sette anni fa tra i dilettanti. E dopo il 4-1 al Lipsia, il Como ha già dimostrato di poter stare tra le grandi d’Europa.
La Roma in Champions dopo 7 anni: pareggio a Istanbul contro il Fenerbahce
Nella serata di ieri esordio in Champions League, a distanza di sette anni dall’ultima volta, anche per la Roma. Gli uomini di Gasperini, impegnati a Istanbul contro il Fenerbahce, si fanno recuparare in apertura di secondo tempo dai turchi: al vantaggio di Cristante, risponde Brown che ferma il risultato sull’1-1. Un punto prezioso in una trasferta complicata, che lascia ai giallorossi la consapevolezza di poter competere, ma anche diversi aspetti da migliorare in vista del faticoso percorso europeo.


