ROMA – La strategia della premier Giorgia Meloni è chiara: ci vuole una nuova legge elettorale. Il Rosatellum va cancellato. È necessario per evitare “che le elezioni finiscano con il pareggio”, si legge sul Corriere della Sera. Meloni vuole scongiurare lo “scenario peggiore”: Fratelli d’Italia che ottiene solo una maggioranza relativa, circostanza che implicherebbe la ricerca di un nuovo governo stabile.
La presidente del Consiglio ha dovuto correggere il tiro. Perché il tema delle preferenze rischiava di spaccare il centrodestra: Lega e Forza Italia potevano scaricare il partito della premier, interessato a votare l’emendamento del Pd sulle scelte libere. Il via libera all’emendamento di maggioranza del Senato conferma questa ipotesi, con un voto segno di un compromesso tra i partiti di maggioranza. Le proposte di modifica di opposizione sono state tutte respinte: sono previsti capilista bloccati e si potranno esprimere fino a tre preferenze con alternanza di genere, su una lista di sei nomi prestampati.
La reazione dell’opposizione non si è fatta attendere. Il leader del M5s Giuseppe Conte parla di “un emendamento farlocco che proponeva finte preferenze”. Dello stesso tenore il commento di Avs: “La destra al Senato poteva dare all’Italia una legge elettorale migliore, ma non l’ha voluto fare”. Il timore delle minoranze è che questo sistema possa preferire i “nominati” con meno candidature femminili e con un premio in seggi di dubbia costituzionalità.


