BERLINO – La direzione appare ormai tracciata: nella riunione di oggi pomeriggio a Berlino la Banca centrale europea aumenterà i tassi di interesse fino a 25 punti base (dal 2,25% al 2,5%). Si tratta del secondo intervento quest’anno, il primo risale allo scorso giugno quando il tasso sui depositi ha subito un’impennata di un quarto di punto.
Si tratta di una risposta della Banca centrale dell’Eurozona alla crescita esponenziale dell’inflazione, balzata in agosto al 3,3% su base annua e oggi ai massimi da settembre 2023. Da qui a dicembre non sono esclusi ulteriori rialzi.
Intanto, tra gli analisti, emerge una spaccatura: c’è chi sostiene che il ciclo restrittivo della Bce sia ormai avviato e chi – contro ogni previsione – punta su una resilienza da parte dell’economia europea alle turbolenze internazionali.
Le conseguenze sui mutui
L’aumento dei tassi di interesse avrà inevitabilmente conseguenze su chi paga un mutuo con finanziamento a tasso variabile. Secondo l’analisi condotta da Facile.it, una rata mensile di un mutuo variabile standard (126.000 euro in 25 anni) può crescere di circa 17 euro. Rata che da gennaio scorso è già cresciuta di 36 euro. Quindi, qualora si concretizzasse l’aumento della Bce, entro la fine dell’anno l’incremento complessivo raggiungerebbe i 53 euro.
Quello previsto per questo pomeriggio potrebbe inoltre non essere l’ultimo intervento sui tassi. Se si guarda ai futures sugli Euribor – contratti finanziari che permettono agli operatori di proteggersi sull’andamento dei tassi di interesse a breve termine – si scopre che il mercato si aspetta un ulteriore aumento entro la metà del 2027.
Lagarde: “Il richiamo all’interesse nazionale sta aumentando”
Nella serata di ieri, 9 settembre, la presidente della Bce, Christine Lagarde, è intervenuta alla cena offerta dalla Bundesbank e ha sottolineato che, in un momento di forte turbolenza come questo, l’Europa dovrebbe fare leva sui propri punti di forza, a partire dal mercato unico, dall’abbondante risparmio privato e dalle istituzioni comuni: “Le medie potenze devono aggregarsi per resistere ai quelle grandi, l’Europa deve superare con il dialogo le debolezze nella difesa e nell’energia”, ha affermato.


