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HomePolitica Entra in vigore il dl Scuola, proteste in tutta Italia: “Provvedimento razzista”

In vigore il dl Scuola
proteste in tutta Italia
"Provvedimento razzista"

Stop a burqa e niqab nelle classi

Multe per chi non impara l'italiano

di Valerio Francesco Silenzi25 Settembre 2026
25 Settembre 2026
scuola stranieri

La protesta degli studenti di Osa davanti ad alcune scuole | Foto Ansa

ROMA – La campanella suona come tutti i giorni ma oggi la scuola è diversa. Con l’approvazione del decreto legge sulla scuola, sono scoppiate in tutta Italia proteste e dissensi: Flc Cgil parla di intervento “propagandistico”, i presidi di DirigentiScuola lo giudicano “irrealizzabile” a anno scolastico avviato, mentre gli studenti dell’organizzazione studentesca Osa hanno organizzato in tutta Italia assemblee e scioperi e lanciato quello che definiscono “un grido di lotta e rabbia contro il dl razzismo”.

Cosa cambia

Nella scuola italiana non si potrà più andare in classe con il volto coperto: niente burqa o con il niqab, vietata anche la mascherina chirurgica se non si è ammalati. Inoltre, dall’anno scolastico 2027-28 ci sarà il tetto massimo del 30% al numero di studenti stranieri nelle aule; questo si applicherà in prima elementare coloro senza cittadinanza italiana, che non sono nati in Italia o che non hanno frequentato almeno due anni di materna. Nelle scuole medie e superiori, lo stesso limite riguarda studenti stranieri che non abbiano frequentato con successo la scuola italiana per almeno tre anni. Una mossa del governo che non è stata apprezzata da tutti.

Resta anche il nodo pratico, con famiglie disposte ad accettare le nuove regole ma con dubbi su corsi di italiano obbligatori e multe giudicate eccessive (da 200 a 1.000 euro per chi non impara la lingua).

Le proteste

A Genova è scoppiata una polemica davanti alla scuola primaria Daneo, dove due agenti della Digos hanno rimosso bruscamente uno striscione antirazzista con la scritta “Qui nessun* è straniero”. Il lenzuolo, realizzato dai bambini e appeso dai genitori all’ingresso dell’istituto, era stato preparato in occasione dell’arrivo della Fiaccola della Pace. La protesta è rientrata solo dopo l’intervento dell’assessora comunale Rita Bruzzone e della sindaca Silvia Salis, che hanno espresso piena solidarietà e fatto ricollocare lo striscione all’ingresso.

Le critiche arrivano anche dall’opposizione: “Vogliono smantellare la scuola democratica. Con misure repressive figlie solo di visioni ideologiche che non hanno niente a che vedere con il benessere degli studenti”, attacca Anna Ascani, vicepresidente della Camera e deputata dem.

Un testo “rimaneggiato”

Nonostante le molte proteste, il testo definitivo appare più morbido rispetto a una prima bozza vista da pochissimi, che prevedeva sanzioni più dure, fino alla possibilità di togliere i figli ai genitori che si rifiutavano di imparare l’italiano. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha liquidato quella versione come un testo fatto circolare “da qualcuno dell’opposizione”, ma la sensazione diffusa a Palazzo Chigi è che la stesura finale sia stata limata per rassicurare il Quirinale. 

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