ROMA – Aumentare la produzione di carburanti per mitigare gli effetti dell’aumento dei prezzi dell’energia. È l’obiettivo del governo Meloni, che chiede l’aiuto degli operatori delle raffinerie. A questo scopo i ministri delle Imprese Urso e della Transizione energetica Pichetto Fratin li hanno convocati a Palazzo Chigi per l’8 ottobre. Come si legge in una nota congiunta dei rispettivi dicasteri, le società coinvolte sono quelle che operano “nel settore della raffinazione e della produzione di beni derivati, per valutare come possano aumentare la produzione dei principali prodotti per mitigare gli effetti dello scenario internazionale sull’approvvigionamento del Paese”.
Assotir chiede tasse sugli extra-profitti
Ma le associazioni di categoria chiedono all’esecutivo interventi diversi, o almeno complementari. In particolare deve “chiedere a chi in questa fase ha guadagnato”, le aziende dell’energia che “hanno avuto aumenti di utili incredibili”, di farsi carico del caro-gasolio. A dirlo è il segretario generale di Assotir, Claudio Donati, oggi in conferenza stampa dell’associazione a Roma. Per Donati senza un aiuto dello Stato “è molto complicato che tutto si possa risolvere solo grazie al mercato“.
“Serve un tavolo tra autotrasportatori e produttori”
Tra le altre richieste di Assotir, c’è quella di un tavolo tra vettori e committenti “per ripartire le spese”, perché secondo l’associazione l’aumento dei costi non può pesare solo sugli autotrasportatori. Gli autotrasportatori chiedono inoltre l’aggiornamento dei valori minimi di riferimento, “fermi a marzo, prima della crisi”, per aiutare anche a chi non ha contratti scritti” e consentire di avere “un punto di riferimento legale nell’adeguamento delle tariffe”.


