ROMA – È battaglia al Coni sul commissariamento della Figc, alla vigilia della Giunta convocata per domani, martedì 6 ottobre. A complicare il quadro sono ora i cinque contropareri richiesti dalla Federcalcio, che si contrappongono alle valutazioni dei quattro giuristi convocati dal Coni. Sotto i riflettori rimane la validità dell’elezione di Giovanni Malagò, ma, sullo sfondo, si intensifica la conta dei voti, oltre alle polemiche sui possibili conflitti di interesse.
L’esame del tesseramento mancante
I cinque esperti della Figc, tra cui Sabino Cassese e Bernardo Giorgio Mattarella, hanno esaminato se il tesseramento mancante di Malagò fosse un requisito essenziale per la candidatura alla presidenza federale e se la sua assenza configurasse una grave violazione dello Statuto, tale da giustificare il commissariamento. Sul primo punto, la risposta appare opposta a quella dei quattro giuristi del Coni: il tesseramento non sarebbe essenziale. A differenza, però, dell’accredito di una delle componenti, requisito che per il presidente non prevederebbe il tesseramento.
I giuristi: “L’elezione non può essere ribaltata”
Quanto al commissariamento, nei pareri Figc non emergerebbe una “grave violazione” tale da motivarlo. Inoltre, per Saverio Ruperto, uno dei cinque giuristi scelti da Malagò, l’ammissione della candidatura e, di conseguenza, l’elezione “non può essere ribaltata”. Chi avrebbe potuto opporsi, dalla Procura Figc agli organi di garanzia del Coni, non lo avrebbe fatto entro i sette giorni previsti. La nomina, dunque, viene definita “inattaccabile”. Dal canto loro, ci sono i pareri chiesti dal Coni. Scoca, Medugno, Coccia e Angeletti hanno ritenuto il tesseramento un requisito essenziale e l’elezione di un non tesserato invalida. Sul commissariamento, però, hanno rimesso al Coni una valutazione di opportunità su base tecnico-giuridica, non politica.
Sale la tensione a livello politico
Proprio sul piano politico la battaglia si annuncia più aperta che mai. Se restano ancora da definire l’ammissione al voto della vicepresidente del Coni ed ex schermitrice Diana Bianchedi ed Elisabet Spina, dopo le dimissioni da una commissione di dirigenti federali all’interno della Figc, a tenere banco sono le tesi circolate nelle ultime ore secondo cui il potere di decidere spetterebbe a Buonfiglio. Sul presidente del Coni, però, pesa la polemica legata agli incarichi professionali in ambito calcistico del figlio.


