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HomeEconomia Caro carburante, il governo non proroga lo sconto e il diesiel torna a salire

Nuovo aumento del gasolio
Chigi ragiona su accise mobili
Consumatori: "È tradimento"

Mimit: diesel a 2,261 euro a litro

Flessibilità Ue, Lane: "Non aiuterà"

di Elisa Ortuso07 Ottobre 2026
07 Ottobre 2026

Distributore di benzina | Foto Ansa

ROMA – Il prezzo del diesel torna a salire e Palazzo Chigi deve correre ai ripari. Il 5 ottobre è scaduto l’ultimo provvedimento per lo sconto sulle accise e il gasolio è aumentato di nuovo, saltando di fatto il tetto Eni a 2,19 euro. Per le associazioni di consumatori “il governo ha tradito le promesse”. 

Le mosse di Palazzo Chigi

Per ora Palazzo Chigi non ha rinnovato il meccanismo delle accise mobili, ma la scelta potrebbe non essere definitiva. “Ci stiamo ragionando, non c’è una decisione. Ci stiamo lavorando”, ha detto il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo. 

Mentre il prezzo del gasolio sale e raggiunge quota 2,261 euro a litro, come diffuso nel bollettino quotidiano del Mimit, il costo della benzina self scende a 2,040 euro a litro. Mentre in un distributore a Milano il gasolio segna un record toccando i 2,899 euro al litro. 

Attesa risposta Ue su flessibilità 

Ancora nessuna risposta definitiva dall’Unione europea al governo italiano sulle richieste per calmierare l’inflazione. Di fronte all’aumento generale dei prezzi “è importante che le persone a basso reddito siano protette in modo particolare attraverso misure mirate”, ha commentato Philip Lane, capo economista della Bce. 

Sulla richiesta italiana di maggiore flessibilità in vista della manovra, Lane ha risposto che “un’espansione di bilancio generale e diffusa non sarà d’aiuto” perché “un sostegno a pioggia accresce la domanda dell’economia e non aiuterà l’inflazione a tornare al 2% in tempi rapidi”. 

Ecofin: sul tavolo il nodo degli extraprofitti 

In vista di un nuovo appuntamento dell’Ecofin, fissato per il 9 ottobre,  uno dei temi di discussione riguarderà gli extraprofitti. La Presidenza del Consiglio Ue tenta di frenare però il provvedimento.  “Applicare ora un contributo di solidarietà sugli extraprofitti delle società Ue dei combustibili fossili come quello introdotto durante la crisi del 2022 produrrebbe entrate inferiori ad allora”, è quanto si legge in una nota firmata dalla presidenza in vista del Consiglio di economia e finanza. 

“Le stime attualmente disponibili sui profitti straordinari nel settore energetico – evidenzia la nota – sembrano indicare entrate inferiori qualora il contributo di solidarietà dell’Ue continuasse ad applicarsi nel 2026”. Per approfondire il tema, si valuta “una piattaforma per un ulteriore confronto costruttivo”. 

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