Allarme Corte dei Conti su tasse, evasione e corruzione nella sanità. Lite tra Fornero e Patroni Griffi sui licenziamenti nella P.a.

La Corte dei Conti lancia un allarme su tasse ed evasione fiscale. Secondo il rapporto 2012 sul coordinamento della finanza pubblica, l’Italia rischia di finire in un circolo vizioso in quanto l’eccessivo aumento delle imposte per raggiungere il pareggio di bilancio crea degli «impulsi recessivi che una maggiore imposizione trasmette all’economia reale ».
Il presidente delle sezioni riunite della Corte dei Conti, Luigi Mazzillo, ha spiegato come non ci siano più i margini per riequilibrare la tassazione cercando di far conciliare rigore, equità e crescita. Una ragione in più per puntare sulla «lotta all’evasione, all’elusione e al ridimensionamento dell’erosione». Mazzillo ha poi continuato evidenziando come, nonostante evidenti progressi nei risultati economici, in ambito sanitario sono presenti «frequenti episodi di corruzione a danno della collettività che continuano ad essere segnalati».
Polemica sui licenziamenti pubblici. Intanto nella giornata di ieri era stato montato un caso, risoltosi solo in tarda serata, nato dalle dichiarazioni del ministro del lavoro, Elsa Fornero, circa la possibilità di consentire i licenziamenti anche nell’ambito del settore pubblico: «Tenuto conto delle specificità del pubblico impiego auspico parità di trattamento tra i lavoratori del settore privato e quelli del settore pubblico». Questa la frase della Fornero che ha scatenato le polemiche. Una dichiarazione già espressa precedentemente dal ministro che ha ricordato come, avendo la delega alle Pari Opportunità, sia suo compito occuparsi non soltanto di uomini e donne ma anche di lavoratori pubblici e privati, immigrati e nativi.
I commenti di autorità e sindacati. Immediata la reazione dei sindacati: «Fornero interviene su cose che non la riguardano». Sulla riforma e sulle dichiarazioni del ministro del lavoro si è espresso anche il neo-presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi: «Riforma molto deludente, speriamo in modifiche».
Ma le dichiarazioni della Fornero hanno infastidito soprattutto il ministro della pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, che ha precisato come la delega per la riforma del lavoro riguardo il settore pubblico «non conterrà una disposizione specifica sui licenziamenti disciplinari dei dipendenti pubblici, ma si rimetterà al Parlamento». Un compito non facile in quanto c’è il bisogno di definire la «responsabilità dei dirigenti per il pagamento degli eventuali indennizzi».  Il ministro ha comunque tenuto a precisare la mancanza di contrasti tra lui ela Fornero. Inserata, infatti, c’è stato un “riappacificamento” tra i due componenti del Governo che in una nota congiunta hanno tenuto a precisare come anche nella P.a. «i licenziamenti sono una sanzione e possono essere un deterrente. Dunque sono uno strumento, non l’unico».
La protesta dei disoccupati. Una giornata, quella di ieri, che ha visto il ministro del lavoro confrontarsi anche con alcuni disoccupati radunati in protesta di fronte al Centro per l’impiego di Torino, dove la Fornero era attesa per una visita. Il ministro, rivolgendosi a quanti protestavano contro le tasse e la disoccupazione, ha risposto di non vergognarsi di far parte del Governo e che quanto è stato fatto fino a questo momento ha il solo fine di risolvere i problemi. «Le nostre riforme sono fatte per aumentare il lavoro non per toglierlo», ha ribadito il ministro.

Domenico Cavazzino