Allarme attacco Hacker, negati gli accessi ai sitidelle istituzioni italiane

Agenzia Cyber: "Le organizzazioni segnalino tempestivamente il problema"

Continuano gli attacchi di hacker russi ai siti delle istituzioni italiane. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha rilevato molteplici azioni di tipo Ddos. Secondo alcune fonti aperte gli attacchi “sono destinati a continuare o intensificarsi nei prossimi mesi”.

Le azioni dimostrative dei gruppi hacker

È successo alla rete informatica e ai siti web della Santa Sede e sabato scorso al sito del ministero delle Politiche agricole. Tuttavia per il Csirt – il team di esperti in caso di incidenti dell’agenzia cyber – gli hacker hanno operato “a carattere dimostrativo” in quanto le informazioni e la confidenzialità dei sistemi interessati appare integra. L’ente poi ha raccomandato di “mantenere alto il livello di attenzione sulla protezione delle proprie infrastrutture informatiche, verificare e aumentare le misure di protezione relative agli attacchi DdoS”. Infine ha ricordato come sia “opportuno che le organizzazioni segnalino tempestivamente ogni attività sospetta e ogni attacco, fornendo ogni elemento utile”.

La crew russa “No name 057” sarebbe tra i responsabili delle azioni dimostrative, creata a marzo e protagonista di attacchi contro enti governativi e infrastrutture di Ucraina e Paesi in supporto a Kiev, in particolare Polonia, Lituana, Lettonia, Estonia, Slovacchia, Norvegia e Finlandia.

La rete informatica e i siti web della Santa Sede hanno ricevuto attacchi e tentativi di accesso anomalo provenienti da diversi Paesi – anche se è noto che gli hacker possono simulare azioni da diverse località. Un disservizio che ha avuto luogo per l’intera settimana scorsa, quando i portali del Vaticano non funzionavano e risultavano inaccessibile ai molti.

La manovra di governo in tema cybersicurezza

In risposta all’incremento degli attacchi hacker, la manovra del governo Meloni prevede una strategia nazionale di cybersicurezza e un piano di implementazione. Per gli investimenti rivolti all’autonomia tecnologica e all’innalzamento dei livelli di cybersicurezza dei sistemi informativi, ci sono 70 milioni di euro per il 2023, mentre per la gestione della cybersecurity sono previsti 10 milioni per il prossimo anno.

Rosario Federico

Nato a Napoli il 20 giugno 1998. Laureato in Scienze della Comunicazione, Informazione e Marketing alla LUMSA. Master di I livello in Radiofonia all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Appassionato di Cinema e Serie Tv.