Alto Adige, nasce un “caso Durnwalder”. Il leader della Vsp accusato di sprechi e spese illecite

Secondo Il Fatto quotidiano il Quirinale avrebbe fatto pressioni sui vertici della Corte dei Conti affinché fermassero il procuratore regionale Robert Schuelmers, che indagava sugli sprechi della provincia di Bolzano. La notizia è trapelata da alcune e-mail riservate dello stesso Schuelmers. Ma intanto il procuratore finisce sul registro degli indagati della procura di Roma per calunnia e offesa all’onore del capo dello stato.
Caso Durnwalder. Schuelmers, dopo quattro mesi di indagine, aveva depositato un pesante “invito a dedurre” contro il presidente della provincia di Bolzano e leader del Suedtirol Volkspartei Luis Durnwalder. Secondo il procuratore contabile, il politico altoatesino sarebbe responsabile di 17 anni di illecita gestione del fondo per spese riservate. Il fondo è previsto ogni anno dalla legge finanziaria ed è destinato al presidente per l’esercizio dell’attività istituzionale.
In tutto la cifra degli sprechi sarebbe di circa 1 milione e seicentomila euro per le spese più diverse. “Una cadenza quasi quotidiana – scrive il procuratore – utilizzando il denaro contante custodito all’interno della cassaforte e incaricando spesso una delle tre segretarie o gli uscieri di fare gli acquisti”.
A dir la verità non era la prima volta che Durnwalder veniva indagato dalla corte dei Conti. Era già successo nel 2007. Nel mirino erano finite le 14mila consulenze e gli incarichi esterni all’amministrazione dell’anno precedente per una spesa di 103 milioni di euro. Ma la legge consentiva il ricorso a consulenze esterne in casi eccezionali.
L’inchiesta della procura di Roma. Il problema è che Schuelmers in una serie di lettere inviate a una mailing list ha denunciato presunte ingerenze sulle indagini da parte del presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino, del procuratore generale della Corte dei conti, Salvatore Nottola, fino a coinvolgere il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ieri il Quirinale ha smentito qualsiasi tipo di interferenza. Ed è lo stesso Durnwalder a contraddire Schuelmers: “Mai fatto pressioni a Roma riguardola Corte dei conti, ho voluto soltanto informare il Quirinale su due questioni all’epoca importanti in relazione al funzionamento dell’Amministrazione pubblica”.
L’inchiesta sulla vicenda della procura di Roma è coordinata dai procuratori aggiunti di Roma Nello Rossi e Francesco Caporale e dai pubblici ministeri Stefano Pesci e Corrado Fasanelli. Oltre al reato di calunnia, si configura ora per Schuelmers anche l’ipotesi di un abuso di ufficio.

Domenico Mussolino