Antimafia, Rosy Bindi eletta presidente. Protesta il Pdl: “Noi pronti a lasciare i lavori della commissione”

rosy_bindiTra polemiche e proteste, Rosy Bindi è il nuovo presidente della Commissione Antimafia.
Dopo un primo turno andato a vuoto, la commissione parlamentare Antimafia ha proceduto all’elezione dell’ufficio di presidenza: Claudio Fava di Sel e Luigi Gaetti  del M5S sono stati eletti vicepresidenti rispettivamente con 21 e 7 voti. Eletti anche i segretari Angelo Attaguile della Lega e Marco Di Lello del Psi.

I parlamentarri del Pd in commissione antimafia erano 20, due i voti a disposizione di Sel, due i socialisti. Per avere la maggioranza necessaria, che era di 26 voti, serviva anche l’ok dei tre rappresentanti di Scelta Civica. Ok che non è arrivato al primo turno dove la Bindi ha preso 23 voti. Si è arrivati al ballottaggio immediato tra l’ex vicepresidente della Camera e il senatore M5S, Luigi Gaetti, che ha ottenuto sei voti. Infine, l’elezione con 25 voti.
Il Pdl non ha partecipato al voto per protesta contro il mancato accordo su un nome che non appartiene ai due maggiori partiti che sostengono il Governo e ha annunciato che diserterà anche le sedute future della commissione.
«Votare Rosy Bindi alla presidenza della commissione antimafia è un’altra stupida provocazione – dichiara Maurizio Gasparri, membro del Pdl e vice presidente del Senato – E’ un nome divisivo, una persona tra l’altro inadatta per quel tipo d’incarico, un autentico sfregio dopo tanti tentativi di trovare soluzioni che potessero essere condivise».
«Se avesse un minimo di senso delle istituzioni l’onorevole Rosy Bindi si dovrebbe dimettere immediatamente dalla presidenza della commissione parlamentare Antimafia: un ruolo così delicato non può essere appannaggio di un asola parte politica», denuncia il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta.
Secca la risposta della Bindi: «Non posso non rispettare le 25 persone che mi hanno votata. So che devo essere la presidente di tutti, ma non lo posso fare se non mi riconoscono come tale, mi auguro si creino le condizioni per lavorare, ma vorrei cominciare il giorno in cui il Pdl mi indica il capogruppo in commissione». Gianni Cuperlo, candidato alla segreteria del Pd, risponde alle polemiche sull’elezione di Rosy Bindi affermando che l’ex presidente del Pd «abbia le capacità per guidare un organismo così importante e che nei prossimi giorni e non nelle prossime settimane si possa ricomporre la frattura con il Pdl. Abbiamo candidato una delle personalità più significative del nostro partito – ha aggiunto Cuperlo – ha i requisiti, la competenza, l’esperienza per guidare la commissione».
Al coro delle voci a favore della Bindi si unisce il capogruppo Pd alla Camera, Roberto Speranza: «Rosy Bindi ha tutte le caratteristiche per svolgere questo ruolo in maniera puntuale. Sono certo che saprà creare un clima di condivisione più ampio all’interno della stessa commissione».
«Non si poteva aspettare oltre» dice il presidente del Senato, Piero Grasso. «Si doveva far partire i lavori e spero che il Pdl possa ritornare sulla decisione di non parteciparvi».
«Spero che tutti gli eletti si adopereranno per sanare questa frattura – spiega il neo presidente Bindi – Se faremo insieme un piccolo passo riusciremo a ricordarci che siamo qui per combattere la mafia e non per farci la guerra fra di noi».