Si è concluso il biennio del Master in Giornalismo. I praticanti, dopo gli stage, affronteranno l’Esame di Stato per conseguire l’accesso alla professione

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“Per aspera ad astra” dicevano. E chissà che queste difficoltà incontrate all’inizio di questi due anni – dal montaggio dei video alla conquista di uno stile asciutto e più propriamente giornalistico – non portino davvero all’olimpo del successo, un giorno.

Di sogni e traguardi se ne sono succeduti tanti in questo biennio, arrivato velocemente al termine. Amicizie e conoscenze, litigi e incomprensioni si sono avvicendati in questo carosello d’inchiostro sul quale abbiamo condiviso, con passione, le emozioni e la fatica del mestiere più bello del mondo dove si cammina (e si corre) quasi sempre a piedi, con l’opinione in tasca, l’etica possibilmente al centro, e l’ obiettività in poppa.
Nel valzer degli arrivederci e degli “in bocca al lupo” a chi, dopo di noi, ricomincerà il cammino, girano i ricordi. Il sorriso del Papa incrociato a San Pietro durante l’ udienza del mercoledì si intreccia ai consigli di quelli che sciorinavano scoraggianti “chi ve l’ha fatto fare”, ma anche di coloro che ci hanno trasmesso la forza di affrontare il mestiere senza timori, alla faccia della crisi. Le “corse” per registrare i Gr in tempo con gli ultimi aggiornamenti, la fatica per rientrare nelle battute stabilite dal timone di Lumsanews, le gaffe durante la conduzione del Tg, l’ adrenalina della prima diretta, le agenzie da leggere per scrivere in tempo i pezzi, i servizi da inviare da l’Aquila, Napoli o dal festival del giornalismo di Perugia, adesso che ci congediamo dal nostro ristrettissimo pubblico con un saluto non poco nostalgico, componiamo un puzzle vivace, dinamico, tenuto insieme dall’esercizio costante, dai nostri errori, dai tentativi, dagli insuccessi e, nuovamente, dai tentativi. Mentre ci prepariamo agli stage, tra Repubblica, Mediaset, Rai, Sky, Adnkronos, mettiamo in bisaccia i consigli dei tutor che, con pazienza, ci hanno trasmesso un po’ di loro stessi, con esercizi di mestiere e di vita che ci verranno in mente quando, penseremo che forse quelle mattine alla Lumsa a “giocare” ai giornalisti nella nostra redazione e alle conferenze stampa in giro per Roma non erano poi così male.
E forse con un po’ di tristezza ripenseremo alla nostra postazione occupata da altri praticanti e alla sigla del Tg. E intanto, pensando al futuro e all’esame di stato, andremo alla ricerca e alla scoperta di una nuova pagina sulla quale scrivere, si spera, il nostro editoriale più bello.

Samantha De Martin

Samantha De Martin

È nata a Reggio Calabria. Dopo aver conseguito la maturità classica si è laureata in Scienze Umanistiche. Specializzata in Linguistica, ha maturato la passione per il giornalismo grazie ad uno stage nella redazione della rivista “Progress” scrivendo di cultura e viaggi. Ha collaborato con il quotidiano “Cinque giorni” occupandosi della cronaca di Roma. Nel 2008 la passione per la scrittura l’ha condotta alla pubblicazione del romanzo “Pantarei”, vincitore dei premi “Anassilaos” e “Calarco”.