In arrivo il Dpcm NataleGoverno diviso sulle misureNo a feste e cenoni

Sì all'aggiunta di due posti a tavola Ok della Camera al decreto Ristori

Atteso per oggi il nuovo Dpcm con le regole  anti Covid che gli italiani dovranno rispettare durante le feste natalizie. Le ipotesi considerate da Palazzo Chigi sono due: la prima opterebbe per una linea soft con un lockdown generale circoscritto a determinati giorni, dal 24 al 27 dicembre, con parziali concessioni  per il 28, 29 e 30 dicembre e dal 31 dicembre al 3 gennaio. A ciò si aggiungerebbero lo stop alla circolazione anche nel proprio comune, l’obbligo di autocertificazione quando si esce dalla propria abitazione e la chiusura di bar, ristoranti e negozi. Nelle tre date di riapertura i bar e i ristoranti potranno lavorare fino alle 18 mentre i negozi fino alle 21.
Proibite feste e cenoni, sarebbe tuttavia possibile allargare gli incontri di famiglia al massimo a due congiunti stretti, con la raccomandazione di indossare sempre la mascherina. Consentita la celebrazione delle messe nel rispetto dei limiti orari già in vigore per il coprifuoco.

La seconda ipotesi, invece, proposta dai ministri Roberto Speranza, Dario Franceschini e Francesco Boccia, supportati dai 5 Stelle, offrirebbe uno scenario più rigoroso: un blocco totale di due settimane, fino al 6 gennaio. “Natale è più rischioso di Ferragosto – ha spiegato il ministro degli Affari regionali Boccia a sindaci e governatori in disaccordo con la misura – è opportuno chiudere il più possibile fino all’Epifania”.

Sugli spostamenti emerge una novità non ancora confermata. Nei “giorni rossi” ci si potrà spostare in auto al massimo in due, esclusi i minori di 14 anni che non verrebbero conteggiati. Un compromesso che non piace al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che vorrebbe misure più omogenee per facilitare i controlli. Per il coprifuoco i rigoristi sperano di anticiparlo alle 20. Ma tutte le decisioni ufficiali arriveranno solamente dopo il vertice di oggi pomeriggio. Nel frattempo l’Aula della Camera ha approvato con 303 sì, 215 no e zero astenuti, la questione di fiducia posta dal governo sul decreto Ristori che potrà diventare legge dopo il voto finale di oggi.

Francesca Funari

Mi chiamo Francesca Funari, sono nata il 2 luglio 1997 e sono di Norcia. Sono laureata in Scienze della Comunicazione. Ho lavorato con Il Nuovo Diario Messaggero e presso la Uil nazionale.