Lo scrittore Alessandro Baricco / Foto Ansa

Baricco torna a raccontarsiin pubblico dopo la malattia"Ho la vita che mi piace"

Parla lo scrittore nella seconda puntata del podcast "Wild Baricco"

ROMA – “Faccio la vita che mi piace, nei limiti di quello che il mio corpo mi consente di fare e sono molto felice”. Per la prima volta dopo il secondo intervento al midollo per una grave forma di leucemia che lo ha coinvolto, lo scrittore Alessandro Baricco torna a raccontarsi in pubblico. Lo fa con il giornalista Matteo Caccia alla libreria Feltrinelli in via Appia a Roma, nella seconda tappa di Wild Baricco Live, il podcast pubblicato dal sito Il Post lo scorso 8 dicembre.

Dal cibo, ai figli, fino alla politica e ai posti del cuore

In questo dialogo lo scrittore torinese racconta la sua vita e il cambiamento della sua quotidianità causato dalla malattia, a partire dal cibo. “Quando ti bersagliano di medicine il gusto va un po’ a ramengo e succede una cosa picassiana: ti butti sul ragù e senti il sapore del carciofo, ma non c’è carciofo -. racconta -. Ogni sapore è macchiato da qualcosa di un pochino sgradevole”.

La conversazione verte poi sul rapporto con i figli e con l’ambiente. Il primogenito, di ventidue anni e il secondo, di diciassette, hanno diverse visioni del futuro – racconta l’autore – ma entrambi sono profondamente preoccupati per il benessere del pianeta: “Quando il più grande ragiona sul mondo che gli abbiamo consegnato, fa male”.

Lo scrittore parla poi della sua esperienza nei diversi posti in cui ha vissuto. Negli Stati Uniti, dove è stato condotto dal successo del suo romanzo Seta, si è potuto confrontare con il mondo della letteratura americana. A Roma, invece, è rimasto dieci anni, prima di tornare dalle sue parti: “È stato un periodo bellissimo, ma quando sono tornato sembrava di stare in un monastero, era tutto così pulito e ordinato”.

Baricco, che si è sposato il 16 dicembre a Moncalieri con la pianista Gloria Campaner, è in libreria dal 7 novembre con il nuovo romanzo, il western Abel (Feltrinelli).

Sofia Zuppa

Nata ad Arezzo, città natale di Petrarca e Vasari, sono migrata nella dotta, la rossa e la grassa Bologna, città dai contorni caldi che mi ha amabilmente cresciuta. Infine sono piombata nell'antica ed eterna Roma. Un viaggio sempre intessuto dall'amore per lo studio e per il giornalismo, una passione che spero un giorno possa portarmi ancora più lontano...