Allarme Covid nelle carcericontagi in aumento del 600%nelle ultime due settimane

Lo denuncia al ministro Bonafede il sindacato della polizia penitenziaria

Torna alta l’allerta nelle carceri per gli effetti della seconda ondata della pandemia da Covid-19. Il sindacato della polizia penitenziaria Osapp, in una lettera al ministro della giustizia Alfonso Bonafede e al capo del Dap Bernardo Petralia, ha reso noti contagi da record nelle ultime due settimane. Il numero dei nuovi positivi, tra i 231 istituti penitenziari presenti sul territorio italiano, sarebbe aumentato, infatti, “di circa il 600%”. Osapp rileva “una generale e quanto mai pericolosa promiscuità nei reparti detentivi”, aggravata dall’ “assenza di dispositivi di protezione individuale” per i detenuti.

Il dibattito sul sovraffollamento delle carceri, e sulle condizioni dei detenuti, si è inasprito nell’ultimo anno con il rischio di focolai Covid incontrollabili. Secondo Via Arenula, che presenta dati aggiornati al 28 ottobre, la prima ondata di Covid “non avrebbe sfondato”, e sarebbe stata “contenuta” dalle misure preposte dal decreto Cura Italia di marzo.

Il boom di contagi delle ultime due settimane rilancia, però, l’allarme. Il garante nazionale per i detenuti, Mauro Palma, si era espresso all’indomani della pubblicazione del primo decreto Ristori, confermando la soddisfazione per la presenza nel dl di misure per le carceri, ritenute comunque insufficienti.

Proprio il garante ha illustrato i provvedimenti previsti, come “la detenzione domiciliare per persone con un residuo di pena non superiore a diciotto mesi, con l’esclusione di determinati reati relativi al 41 bis, e la previsione, per chi deve scontare più di sei mesi, del braccialetto elettronico. Una misura che riprende quella adottata a marzo scorso, ma vale più come segnale culturale che come efficacia diretta”.

Per il sindacato della polizia penitenziaria, invece, gli articoli presenti nel dl Ristori non sarebbero abbastanza efficaci: Osapp, infatti, ha fatto presente al Guardasigilli Bonafede la preoccupazione per una “sostanziale assenza di disposizioni di carattere nazionale” per prevenire il contagio nelle carceri.