La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e l'influencer Chiara Ferragni | Foto Ansa

Dopo il caso Ferragniarriva in Cdmil Ddl beneficenza

Sul tavolo anche la stretta sugli hacker e la prestazione universale per over 80

ROMA – Sulla scia del Pandoro-gate, il governo prepara una stretta sulla beneficenza. Maggiore trasparenza e multe fino a 50mila euro. Sono questi alcuni degli interventi presenti nella bozza del disegno di legge beneficenza oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri. In esame anche il decreto elezioni, che dovrebbe contenere la possibilità del terzo mandato per i sindaci nei comuni fino a 15 mila abitanti. Non va esclusa l’ipotesi di accorpare le elezioni europee – sabato 8 e domenica 9 giugno – alle regionali e alle amministrative.

Ddl beneficenza, le nuove regole della beneficenza trasparente

La bozza del disegno di legge prevede l’obbligo di indicare sui prodotti le finalità dei proventi e il destinatario della beneficenza, l’importo o la quota per quel fine. Per i trasgressori previste sanzioni da 5 mila a 50 mila euro, con la possibilità di sospensione dell’attività per un anno in caso di violazioni reiterate. Queste informazioni andranno segnalate all’Antitrust prima della messa in commercio dei prodotti, indicando il termine entro cui sarà versato l’importo destinato alla beneficenza.

Cdm, dal Mar Rosso alla prestazione universale per gli over 80 

La prestazione universale per gli anziani arriva in via sperimentale dal primo gennaio 2025 al 31 dicembre 2026. Destinata agli over 80 non autosufficienti con Isee inferiore a 6mila euro, la misura prevede una quota fissa monetaria corrispondente all’indennità di accompagnamento e una quota integrativa definita “assegno di assistenza”, pari a mille euro al mese. All’ordine del giorno anche le modifiche alla legge sulla partecipazione italiana alle missioni internazionali – la 145 del 2016 – per agevolare il dispiegamento di forze in vista della nuova missione europea nel Mar Rosso. 

La stretta sugli hacker

Non solo influencer. Il governo prepara una stretta pure sull’attività degli hacker. Il Ddl cybersicurezza inasprisce le pene per i pubblici ufficiali o gli addetti a pubblico servizio che accedono abusivamente a un sistema informatico. Queste, attualmente da 1 a 5 anni di reclusione, passano a 2-10 anni. Le pubbliche amministrazioni avranno poi l’obbligo di segnalare gli incidenti informatici entro 24 ore dal momento in cui sono venuti a conoscenza dell’attacco.

Niccolò Maurelli

Laureato in scienze politiche e relazioni internazionali, grande appassionato di calcio e Formula 1. Cultura e sport sono gli ambiti che preferisco: quando sarò giornalista professionista, mi piacerebbe seguire i più grandi eventi sportivi internazionali.