Il caso Gregoretti al SenatoMaggioranza compatta sul sìal processo a Matteo Salvini

L'ex ministro: "Ho la coscienza pulita" l'autorizzazione sembra scontata

Matteo Salvini rischia di andare a processo. È già in corso al Senato la discussione generale sulla richiesta relativa al leader della Lega, indagato dal Tribunale dei ministri di Catania di sequestro di persona. Poi si passerà al voto.

L’atto incriminato è stato il divieto di sbarco imposto dall’allora ministro dell’Interno alla nave della Guardia costiera Gregoretti, ferma al largo del porto di Augusta con 131 migranti a bordo per sei giorni, nel luglio 2019. Il 20 gennaio è arrivato l’ok al processo dalla Giunta delle immunità del Senato, grazie all’assenso della stessa Lega, inizialmente favorevole al processo.

Il caso Gregoretti è l’occasione per uno scontro fra maggioranza e opposizione, con Partito Democratico e Movimento 5 Stelle schierati per mandare l’ex ministro a processo, mentre Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno presentato un ordine del giorno per negare l’autorizzazione.

Ci sono stati sospetti sulla posizione di Italia Viva, dopo diversi rumors secondo cui i renziani avrebbero prestato un clamoroso soccorso a Salvini. Ma il leader Matteo Renzi ha tranquillizzato gli alleati del governo anticipando il voto favorevole di Iv all’autorizzazione al processo. L’ex premier ha inoltre dichiarato che non interverrà, ma che voterà, “pur faticando a vedere un reato”.

La discussione in aula è vivace, con Pd e M5s critiche con la presidente Maria Elisabetta Casellati, accusata di non essere imparziale nella direzione dei lavori.

L’ex ministra leghista Erika Stefani ha sostenuto che la decisione di negare lo sbarco alla nave Gregoretti fosse di tutto il precedente esecutivo e non del solo ministro Salvini. Chiamando così in causa Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle, oggi schierato per il sì al processo ai danni del leder leghista.

È intervenuta anche Emma Bonino di +Europa: “È ridicolo sostenere che una nave italiana fosse una minaccia per la patria. Voterò a favore dell’autorizzazione a procedere per dare la possibilità a Salvini di difendersi come tutti i cittadini nel processo e non dal processo”.

Matteo Salvini interverrà per ultimo. Ma si è già espresso su Twitter: “Pronto per intervenire in Senato, a testa alta e con la coscienza pulita di chi ha difeso la sua terra e la sua gente”. Per poi concludere, citando il poeta Ezra Pound: “Se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui”.

Ma il destino d’aula per l’ex ministro appare segnato: Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia insieme hanno 139 senatori, quando servirebbe raggiungere la soglia dei 160 per il “salvataggio”. E i leghisti hanno deciso di disertare l’aula al momento del voto.

Giulio Seminara

Nato a Catania il 6 dicembre del 1991. Diplomato al liceo classico e laureato in Lettere Moderne con una tesi su Pier Vittorio Tondelli. Ha lavorato a LA7 come programmista e scritto per diversi quotidiani. Appassionato di cinema, politica e calcio. Gioca a ping pong, ascolta i cantautori e i Placebo.