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HomePolitica Caso Regeni, Meloni difende la linea di Tajani: “Nessuna chiusura con l’Egitto”

Sentenza Regeni
Meloni difende Tajani
"No a chiusura con l'Egitto"

Opposizioni unite contro il ministro

Vicepremier: "Sentenza limitata"

di Enza Savarese30 Settembre 2026
30 Settembre 2026
Meloni regeni

La premier Giorgia Meloni da Praga interviene sul caso Regeni

ROMA – Chiudendo i canali con Il Cairo non “ci avviciniamo ai nostri obiettivi”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni che da Praga è intervenuta sul caso Giulio Regeni a 48 ore dalla sentenza che ha condannato tre agenti segreti egiziani per aver sequestrato e torturato il ricercatore italiano nel 2016. “Abbiamo utilizzato tutti i canali politici e diplomatici con Il Cairo”, ha ribadito la presidente del Consiglio, difendendo la linea dell’esecutivo. 

Opposizioni contro il vicepremier

Una strategia per correre in aiuto soprattutto del vicepremier Antonio Tajani, il primo ad aver commentato la sentenza assicurando che “i rapporti con l’Egitto non cambiano”. Una posizione che ha scatenato l’ira delle opposizioni, che in Senato si sono compattate chiedendo un’informativa del ministro degli Esteri a Palazzo Madama per chiarire le sue dichiarazioni. Per la segretaria del Pd, Elly Schlein, con la sentenza di primo grado non si può più “negare la responsabilità del regime di Al Sisi”. Della stessa linea il Movimento 5 stelle che ha criticato Tajani per “aver rassicurato Il Cairo”. 

Tajani: “Sentenza limitata”

Inutile il tentativo del ministro di ritrattare. “Mi sono limitato a fotografare la sentenza”, ha detto da Roma a margine del Forum Euromediterraneo, definendo la decisione del tribunale come “limitata perché non ci dice chi sono gli assassini di Regeni”. L’obiettivo, ha assicurato il vicepremier, è “fare piena luce sull’accaduto”. Risalire alla verità. A ribadirlo è stata anche la presidente del Consiglio, che ha espresso vicinanza alla famiglia del ricercatore. 

Famiglia Regeni: “Governo prenda atto della decisione”

Per Paola e Claudio Regeni, però, la verità è già arrivata con la sentenza. “Sono atti concreti”, hanno dichiarato i familiari dall’aula tramite il loro avvocato Alessandra Ballerini. “Ora anche il nostro governo dovrà prenderne atto: reclamare il risarcimento del danno come richiesto dall’avvocatura di Stato e rompere i rapporti con un paese che tortura e uccide anche i cittadini degli Stati cosiddetti amici”, ha concluso la legale.

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