Catania, 1,5 milioni di eurosequestrati dalla Diaall'imprenditore Rapisarda

Il provvedimento riguarda una società e quote in aziende dell'autotrasporto

Beni per un valore complessivo di oltre un milione e mezzo di euro sono stati confiscati questa mattina dagli agenti della Direzione investigativa antimafia di Catania, tutti riconducibili all’imprenditore Vincenzo Salvatore Rapisarda. Il provvedimento di confisca, emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale etneo, riguarda una società e alcune quote di partecipazione di aziende che operano nel settore dell’autotrasporto, oltre ad alcune disponibilità finanziarie.

Rapisarda è stato arrestano nel 2015 nell’ambito di un’inchiesta denominata “En Plein”, portata avanti dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania a seguito di un’ordinanza del Gip nei confronti di 16 indagati ritenuti affiliati al clan mafiosi dei Morabito-Rapisarda di Paternò. Sempre nei confronti di Rapisarda è stata emessa nel gennaio del 2016 una seconda ordinanza con l’inchiesta “Vicerè” dei Carabinieri, dove le accuse erano di associazione di stampo mafioso e rivelazione di segreti d’ufficio nei confronti di 108 appartenenti al clan Laudani.

Salvatore Tropea

Classe 1992, dopo la maturità scientifica si laurea in Scienze della Comunicazione alla Lumsa. Collabora con il mensile locale calabrese L’Eco del Chiaro; con il giornale studentesco e la WebTV della Pontificia Università Lateranense e con il portale online farodiroma.it. Attualmente frequenta il Master in Giornalismo alla Lumsa, dopo aver frequentato il Master in Digital Journalism alla Lateranese e aver svolto due mesi di stage a Radio Vaticana. Con il Master in Giornalismo della Lumsa ha svolto tre mesi di stage presso la redazione de Il Venerdì di Repubblica e attualmente sta svolgendo uno stage di tre mesi presso la redazione italiana di Vatican News