La Cina blocca WhatsAppaltra censura da Pechinovia libera a WeChat

Comunicazioni sotto controllo un duro colpo per Zuckerberg

La Cina dice no a WhatsApp. In tutto il territorio cinese la famosa applicazione di messaggistica istantanea non funzionerà più. La conferma è arrivata dal New York Times, che ha contattato alcuni esperti secondo cui il “Grande Firewall”, il sistema di controllo delle comunicazioni digitali gestito dal Ministero dell’Industria e dell’Informatica, ora è in grado di bloccare totalmente l’utilizzo di WhatsApp. In realtà, in estate il governo di Pechino ne aveva già limitato la funzione, permettendo esclusivamente lo scambio di messaggi di testo, senza allegare foto, video o documenti.

Un duro colpo per  Mark Zuckerberg che, dopo aver subito il blocco di Facebook nel 2009, non riesce ad affermarsi nel mercato cinese. La mossa della Cina si spiegherebbe come il tentativo di inasprire censure e controlli sui media e sui mezzi di comunicazione in vista del 19° congresso del Partito Comunista previsto per ottobre. Bloccando What’sApp, WeChat, applicazione di messaggistica istantanea concorrente che ha confermato la condivisione completa dei dati che gli utenti si scambiano con le autorità di Pechino, non avrà più concorrenti. Contatti, indirizzi email e localizzazioni saranno costantemente monitorati.

Valerio Cassetta

Nato a Roma il 26 agosto 1990, è iscritto all’Albo dei Giornalisti dal 2012 nell'elenco dei pubblicisti. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università Lumsa di Roma nel 2015, collabora con "Il Messaggero" per la redazione sportiva. Inviato e reporter radio-televisivo.