RIYAD – L’ombra del conflitto in Iran si espande fino alle rotte del Mar Rosso e alle basi dove sono schierati i militari italiani. Un Eurofighter dell’Aeronautica è stato colpito in Arabia Saudita, mentre Roma prepara l’impiego della Marina per proteggere le navi mercantili dirette verso Bab el-Mandeb. Sullo sfondo, Washington valuta la prossima mossa contro Teheran e Israele rilancia l’obiettivo di abbattere il regime iraniano.
Colpito un Eurofighter italiano
A dare notizia dell’attacco è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha seguito l’evoluzione della situazione in contatto con i vertici militari. Il velivolo italiano si trovava in un’area decentrata della base e, secondo quanto riferito dal ministro, non ci sono stati altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal personale italiano.
Crosetto ha chiesto una nuova valutazione sul quadro di sicurezza e sulle possibili opzioni operative. Le misure di protezione del contingente – ha spiegato – erano già state rafforzate nelle scorse settimane. L’attacco arriva mentre il confronto tra l’Arabia Saudita e gli Houthi yemeniti torna a intensificarsi e il Mar Rosso diventa uno dei principali punti di pressione della crisi regionale.
L’Italia prepara la Marina a Bab el-Mandeb
Ed è proprio sulle rotte commerciali che Roma prepara la propria risposta. Crosetto ha annunciato l’attivazione della Marina militare per predisporre quanto necessario a garantire il passaggio in sicurezza delle navi italiane nello stretto di Bab el-Mandeb. L’obiettivo è proteggere il traffico mercantile senza aspettare i tempi della missione europea. “Non aspetteremo che sia Aspides a decidere se le navi possono passare o meno”, ha detto il ministro al Forum Risorsa Mare di La Spezia.
Secondo quanto riferito, il piano prevede di utilizzare la nave italiana già impegnata nell’operazione europea. Ma sulla dimensione dell’intervento non c’è ancora una decisione definitiva. Crosetto ha precisato che, nel caso, sarà valutato con il governo e con il Parlamento quante navi impiegare.
Il nodo è anche economico. Bab el-Mandeb è uno dei passaggi strategici del commercio marittimo mondiale e un blocco prolungato può rallentare le consegne e aumentare i costi di trasporto e delle merci. Per l’Italia – ha sottolineato il ministro – garantire la libertà di navigazione significa quindi proteggere anche approvvigionamenti e attività economiche.
Trump: “Devo decidere sull’Iran”
Mentre il fronte del Mar Rosso si allarga, a Washington resta aperta la questione su quale sarà la prossima mossa americana. Donald Trump ha parlato di un “momento cruciale” per l’Iran e ha detto di avere davanti una decisione importante: intervenire nuovamente per colpire Teheran oppure no.
Il Capo della Casa Bianca dovrebbe incontrare martedì 22 settembre a New York i leader dei sei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Sul tavolo ci saranno la situazione militare e le prospettive della fase successiva al conflitto.
Intanto gli Stati Uniti hanno notificato al Congresso un possibile accordo per la vendita all’Arabia Saudita di fino a 48 caccia F-35, per un valore indicato in 24,3 miliardi di dollari. Una decisione che si inserisce nel rafforzamento della cooperazione militare tra Washington e Riad mentre la regione resta attraversata da attacchi e ritorsioni.
Netanyahu: “Abbattere il regime iraniano”
Da Israele arriva un messaggio ancora più netto. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha aperto la campagna elettorale del Likud in vista delle elezioni del 27 ottobre mettendo la sicurezza al centro del suo intervento. “La missione deve essere portata a termine”, ha dichiarato Netanyahu, sostenendo la necessità di “abbattere il regime iraniano” e di “distruggere completamente Hezbollah e Hamas”. Bibi ha rivendicato le operazioni militari israeliane condotte dal 2023 in Iran, Libano, Siria e nella Striscia di Gaza e ha accusato i suoi avversari di voler fare concessioni territoriali.


