"Con le Comunali l'ascesadi Fratelli d'Italiasembra essersi fermata"

Il politologo Pasquino a Lumsanews "Scontato l'aumento delle astensioni"

Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza politica all’Università di Bologna, commenta per Lumsanews i risultati dei ballottaggi di Roma, Torino e Trieste.

Roberto Gualtieri ha vinto contro Enrico Michetti e sarà il futuro sindaco di Roma, come valuta questo risultato?

“Il risultato degli exit poll dimostra che il centrodestra non è riuscito a portare alle urne i suoi elettori e quelli potenziali. Nel Movimento 5 Stelle una parte si è astenuta e una parte ha deciso di votare per Gualtieri. Questo è un dato ottimo per il vincitore e buono per Conte, in quanto gli elettori dei pentastellati hanno seguito le indicazioni dell’ex premier. Credo infatti che le indicazioni di voto di Conte siano state abbastanza determinanti.”

Il risultato del ballottaggio a Torino l’ha sorpresa?

“A Torino Stefano Lo Russo partiva molto avvantaggiato, ma non per questo il dato non è sorprendente. Presentando un candidato di partito e con una storia si vince, in una città dove ricordo che Piero Fassino aveva perso contro Chiara Appendino”.

A Trieste il centrodestra ha trovato l’unico vero successo.

“Il sindaco uscente Dipiazza aveva fatto il pieno al primo turno. L’elemento positivo per il centrosinistra è che il suo candidato Russo vede aumentare i propri consensi, grazie ai voti di chi non vorrebbe nuovamente Dipiazza sindaco”.

Quanto ha pesato l’astensionismo? 

“C’è un astensionismo fisiologico tra il primo e il secondo turno. Non lo reputo un dato preoccupante. Se il mio candidato non supera il primo turno e quindi non arriva al ballottaggio, non ho nessun interesse a votare ai ballottaggi. Gli elettori che vedono il loro candidato perdere devono scegliere di votare quello che ritengono il meno peggio, oppure rimanere a casa”.

La logica degli apparentamenti ha funzionato?

“In generale il doppio turno avvantaggia chi è in grado di fare una buona campagna elettorale e chi si è dimostrato più coerente. Qui però c’è stato un qualcosa di più: l’elettorato della Lega non è interessato a votare quello di Fratelli d’Italia e quindi questo rende complicata la vittoria del candidato più estremista. Più in generale il doppio turno, per definizione, non avvantaggia mai il candidato più estremista”. 

Quanto il dibattito sul fascismo ha influenzato l’esito elettorale?

“Ho l’impressione che la destra ha sbagliato a non prendere subito le distanze da Forza Nuova dopo l’assalto alla Cgil. Sicuramente questo ha spostato un po’ di voti. Una destra violenta in questo Paese non fa molta strada”.

Queste elezioni avranno delle ripercussioni sul Governo?

“Il governo dovrebbe essere più che contento: l’esito elettorale è favorevole alla durata del governo. Nella maggioranza esce peggio la Lega, l’unica forza ad avere una posizione ambigua”.

Chi esce peggio da queste elezioni?

“Tutti quelli che hanno perso escono male. Ne esce male anche un’idea portante: l’idea che si possano scegliere candidati civici a scapito di candidati politici. Il centrodestra a Milano sarebbe andato molto meglio con Maurizio Lupi, anziché con Luca Bernardo. Meloni a Roma doveva scegliere un candidato romano di Fratelli d’Italia”. 

Come commenta il risultato elettorale del centrodestra?

“La  destra ne esce male. La Lega ha dei problemi ed è in una fase abbastanza declinante sia a Roma e sia a Torino. L’ascesa di Giorgia Meloni sembra essersi fermata. Paradossalmente ne esce meglio Silvio Berlusconi”.

E il Movimento 5 Stelle?

“I pentastellati si sono barcamenati, dimostrano che esistono ancora e che hanno imparato qualcosa. Molti di noi gli avevano detto in passato di imparare, purtroppo per loro, ci hanno messo troppo tempo. Il prezzo è stato abbastanza alto”.

Le sindache uscenti Virginia Raggi e Chiara Appendino avranno ancora un peso in politica?

“Appendino si sarebbe dovuta candidare per il secondo mandato, Raggi invece sembra essere molto grintosa,  sembra aver capito il mondo della politica in questi cinque anni. Credo che per il Movimento 5 Stelle sia utile che entrambe facciano politica, in quanto hanno acquisito visibilità e  competenza”. 

Gabriele Crispo

Sono Gabriele Crispo, ho 27 anni e sono laureato in giurisprudenza. Ho conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication e svolto per un periodo la pratica forense.