epa07115514 Italian Prime Minister Giuseppe Conte (2-L) attends a wreath-laying ceremony at the Tomb of the Unknown Soldier in the Alexander Garden near the Kremlin wall in Moscow, Russia, 23 October 2018. Italian Prime Minister is on official visit in Russia. Others are not identified. EPA/SERGEI CHIRIKOV/POOL

Conte vola da Putin"Russia partner strategico"Sul tavolo economia e Libia

Premier a Mosca dopo Moavero e Salvini "Siamo disponibili a dialogo costante"

“Sono qui per dimostrare a Putin la nostra costante disponibilità al dialogo”. È iniziato con parole concilianti il viaggio a Mosca del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il premier è in Russia per incontrare il primo ministro Dimitri Medvedev e il presidente Vladimir Putin. Conte è il terzo membro del governo italiano a raggiungere la capitale russa nell’ultimo mese, dopo le visite del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi e del vicepremier Matteo Salvini dell’8 e 17 ottobre.

Il premier ha dato inizio alla sua visita deponendo una corona di fiori al monumento del milite ignoto, sulle mura esterne del Cremlino. Si è poi diretto all’Expocenter di Mosca, dove ha incontrato una delegazione di imprenditori italiani: “La nostra economia è solida e il governo farà la sua parte”, ha dichiarato Conte alla platea. Nessun commento sulla manovra economica, bocciata ieri dalla Commissione europea.

“L’Italia è la seconda manifattura in Europa, nel 2018 l’export con la Russia ha ripreso slancio e mi auguro che anche voi possiate prendere questo treno” ha continuato il premier, ricordando che le sanzioni economiche alla Russia, recentemente prorogate dall’Unione europea, “non possono essere un fine, ma un mezzo per risolvere le divergenze”.

L’incontro tra il premier e Putin si focalizzerà principalmente sulle relazioni economiche italo-russe, “per non rafforzare l’idea tra i partner atlantici di una svolta italiana verso Mosca” fanno sapere fonti di  Palazzo Chigi. Ma Conte proverà soprattutto a convincere il governo russo a partecipare alla conferenza di Palermo di novembre sulla crisi in Libia. Ad oggi, infatti, la Russia sostiene Khalifa Haftar, il generale che si oppone al governo Sarraj, riconosciuto dall’Onu e appoggiato dall’Italia.

Federico Marconi

Roma, 1993. Dopo la maturità scientifica abbandona i numeri per passare alle lettere: prima di approdare alla Lumsa studia storia contemporanea a La Sapienza e giornalismo alla Fondazione Basso. Ha prodotto un web-doc per ilfattoquotidiano.it e collabora con L’Espresso