Al via i test sierologiciSu 150 mila personeSelezionate dall'Istat

L'indagine aiuterà a capire la mortalità e il numero degli asintomatici

Quante persone sono state veramente contagiate dal nuovo Coronavirus? Quanti sono realmente gli asintomatici nel nostro Paese? E quindi quanti sono gli italiani che hanno già sviluppato gli anticorpi a questo Coronavirus? A tutte queste domande dovrà rispondere lo studio sierologico di prevalenza a fine statistico, che dopo molti annunci, partirà questa settimana e coinvolgerà 150 mila connazionali.

Con l’approvazione nella notte tra sabato e domenica del decreto è arrivato l’ok definitivo, così potranno essere convocati i cittadini selezionati per il campione Istat su cui condurre questo studio. Le persone saranno quindi contattate dalla Croce Rossa italiana e gli sarà proposto di effettuare un test medico per verificare la presenza di anticorpi contro il Coronavirus. Finalmente sono stati anche individuati tutti i laboratori in ogni regione dove i test saranno analizzati.

A sbloccare il dl è stata la modifica con le indicazione del Garante alla privacy sollecitata dal ministro della Salute Roberto Speranza. Adesso è davvero questione di giorni. “Uno, al massimo due e si partirà con telefonate e prelievo”, assicurano dal Ministero. Un call center di 300 persone della Croce rossa gestirà le ‘chiamate’ ai cittadini selezionati e a stretto giro saranno sottoposti al test. Con la rassicurazione che alle persone fragili sarà garantito il prelievo a domicilio.

I test, affidabili “almeno al 95%”, ha rassicurato nei giorni scorsi il commissario all’emergenza Domenico Arcuri, sono stati prodotti dall’americana Abbott. L’azienda, risultata vincitrice tra le 72 aziende che hanno chiesto di partecipare al bando di gara, ha offerto 150 mila kit, mentre altri 150 mila saranno disponibili nelle prossime settimane a pagamento, come anche previsto dal bando. Entro il 31 maggio saranno pronti quindi altri 4 milioni di test sierologici, vendibili anche a privati cittadini.

Il campione statistico è stato scelto seguendo precisi criteri legati alla densità di popolazione dei vari territori della penisola, a Roma a esempio circa 5 mila persone, ma anche in base a sei diverse fasce di età.

“È fondamentale che le persone estratte a caso nel campione partecipino perché più chi è stato estratto nel campione parteciperà, più i risultati saranno precisi”, aveva spiegato a fine aprile l’Istat precisando che “non c’è l’obbligo di partecipare” ma “visto che si tratta di scoprire se abbiamo sviluppato gli anticorpi prendere parte è un bene per il singolo e la comunità intera”.

Al termine dello studio sarà possibile calcolare con maggiore esattezza il tasso di mortalità della malattia. Particolare non di poco conto per continuare a pianificare la strategia di allentamento delle restrizioni.

Matteo Petri

Giovane studente appassionato di giornalismo, filosofia e musica. Nato nella provincia toscana di Lucca nel 1995, diplomato allo scientifico e laureato in filosofia a Pisa nel 2017. Compulsivamente curioso di natura, assillatore di domande professionista. Vespista, nonché bassista nel tempo libero.