Controlli alla frontiera francese / Foto Ansa

La Corte di giustizia Ueboccia i respingimentidi migranti dalla Francia

Trasferimenti serrati a Lampedusa Restano da individuare 12 Cpr

LAMPEDUSA – La Corte di giustizia europea ha bocciato i respingimenti dei migranti da parte della Francia alle frontiere interne. La Francia è dunque tenuta a rispettare la direttiva comunitaria per i rimpatri che, si legge nella sentenza, “va sempre applicata, anche nel caso di controlli ai confini interni”.  Ciò “si applica a qualunque cittadino di un Paese terzo che sia entrato nel territorio di uno Stato membro senza soddisfare le condizioni d’ingresso, di soggiorno o di residenza”, anche quando sia nel Paese ancor prima di aver attraversato i controlli di frontiera. I migranti irregolari, infatti, devono beneficiare di un certo termine per lasciare volontariamente il territorio. L’allontanamento forzato avviene solo in ultima istanza. I Paesi membri possono trattenere, in attesa di allontanamento, un cittadino di un Paese terzo, solo quando esso costituisca una minaccia per l’ordine pubblico.

Lampedusa, migranti in attesa di essere imbarcati sul traghetto Galaxy per Porto Empedocle / Foto Ansa

Trasferimenti e sbarchi

Nei giorni scorsi Parigi ha intensificato i controlli alla frontiera italiana di Ventimiglia, mentre al sud continua l’emergenza. Attualmente sono 1.161 i migranti ospiti dell’hotspot di Lampedusa. Per questa mattina, 21 settembre, la prefettura ha disposto lo spostamento di 350 migranti. Gli spostamenti stanno permettendo un progressivo alleggerimento del centro di accoglienza. Ieri, nell’arco di 24 ore, hanno lasciato l’isola circa 1300 profughi. Nella notte, un traghetto con 569 richiedenti asilo ha lasciato le coste di Lampedusa per dirigersi a Reggio Calabria.

Nonostante le innumerevoli partenze, l’allerta resta alta. Nella notte sono sbarcati al molo Favarolo di Lampedusa 75 migranti. Intanto, Frontex ha fatto sapere di voler rafforzare il suo sostegno all’Italia. L’agenzia raddoppierà il numero di ore di volo degli aerei per monitorare il Mediterraneo centrale, supportando, così, le operazioni di ricerca e salvataggio.

I Centri di permanenza per i rimpatri

Intanto i Centri di permanenza per i rimpatri animano il dibattito tra governatori regionali e governo. E se alcuni si dicono favorevoli, altri ritengono il progetto superfluo. Mancano ancora 12 centri all’appello. I Cpr in funzione nella penisola sono 10, con una capienza di 592 posti. Le prefetture e i comandi militari regionali analizzano una serie di strutture che potrebbero diventare funzionali come centri di accoglienza. Si pensa ad ex caserme e aree industriali abbandonate, luoghi lontani dai centri urbani, perimetrabili e facilmente controllabili, meglio se vicini agli aeroporti. Il tema è complesso, ma il Governo deve agire tempestivamente: ha solo due mesi per decidere.  

Giulia Mutti

Nata in Toscana, lì dove le Apuane si affacciano sul mar Tirreno, sono laureata in Lettere all’università “La Sapienza” di Roma. Nella città eterna, ho maturato interessi in campo letterario e giornalistico, strade che ho scelto di seguire con perseveranza e dedizione. Appassionata, da sempre, di temi di attualità e politica, ritengo che i fatti, di per sé, non esistano senza le motivazioni e i sentimenti degli uomini che li governano.