Covid, contagi in aumentocresce tasso di positivitàarriva a sfiorare il 10%

Rezza: "RT tende a non scendere più" Vaccinazione di massa partirà a gennaio

Più contagi in 24 ore rispetto a ieri con meno tamponi effettuati, con un tasso di positività che sale dal 8,8 % al 9,9%. Sono, infatti, 18.236 i nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia (ieri erano + 17.572) a fronte di 185.320 tamponi fatti, quasi 14.000 in meno rispetto al giorno precedente, quando ammontavano a 199.489. Stabile ma alto il numero dei decessi: 683 quelli registrati ieri. Diminuiscono i pazienti in terapia intensiva: -79 rispetto al giorno prima.

Ma è l’Indice di trasmissibilità (Rt), fermo da giorni a 0.89, a preoccupare il direttore della prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza, che evidenzia come “l’Rt tenda a non scendere più, con una pericolosa inversione di tendenza”. Per Rezza occorre, quindi, avere prudenza durante le vacanze natalizie per “evitare che l’epidemia riparta proprio durante la campagna vaccinale”. La stessa preoccupazione è stata espressa dal Commissario straordinario Domenico Arcuri che conferma un congelamento della curva dei contagi, calati del 22% in due settimane, ma non un appiattimento, sostenendo che “sarebbe davvero complicato iniziare la più grande vaccinazione di massa in caso di terza ondata”.

Intanto, prosegue la preparazione del piano di distribuzione vaccinale, che partirà per il personale sanitario già dopo Natale con le prime 1.833.975 dosi che saranno distribuite da Pfizer alle Regioni, se l’Agenzia del farmaco europea (Ema) darà il via libera nella riunione in programma il 21 dicembre. Per la vaccinazione di massa bisognerà però attendere gli inizi di gennaio con una distribuzione che, secondo Arcuri, avverrà “per data di nascita partendo dai più anziani” e punterà a vaccinare tutti gli italiani entro il prossimo autunno. Ancora non è stato sciolto il nodo intorno all’ipotesi di rendere il vaccino obbligatorio, mentre Rezza esclude l’inserimento dei bimbi nella campagna vaccinale, affermando che loro “hanno forme poco gravi e comunque mancano sperimentazioni”.

Andrea Persili

Classe 1990, laurea in Giurisprudenza e tante passioni: dalla politica alla letteratura, dalla storia alla filosofia. Ho fatto da relatore in seminari sul diritto di cittadinanza. Ho scritto di caporalato e mobbing. Ed alla fine ho scoperto che il giornalismo è la mia vera passione: la curiosità di indagare in territori inesplorati e di dare voce a chi non può farlo.