Le regioni chiedono nuovemisure solo per i no vaxIl governo per ora frena

Il Veneto rischia la zona gialla Figliuolo: "Avanti con la terza dose"

Aumenta il numero delle Regioni che vorrebbero adottare il modello Austria e stabilire così restrizioni solo per i non vaccinati. Tra queste anche la Liguria con il governatore Giovanni Toti che annuncia: “Chiederemo al governo che le misure restrittive valgano per chi non ha fatto il vaccino”.

Se l’aumento dei contagi, ma soprattutto dei ricoveri continuerà a questo ritmo, con molta probabilità in Italia torneranno presto le zone gialle. Le regioni più a rischio sono Veneto, Friuli-Venezia Giulia e la provincia autonoma di Bolzano. Il governo per il momento frena perché non ci sono le premesse numeriche per fare come l’Austria. “Al di là del confine alpino – spiegano fonti dell’esecutivo – hanno poco meno di 10 milioni di abitanti e i casi sono circa 12 mila al giorno”.

Ma per evitare una escalation del virus l’esecutivo deve accelerare sulle misure per scongiurare nuovi lockdown, emanando un nuovo provvedimento nel corso della settimana. L’obiettivo principale è accelerare sulla terza dose estendendo l’obbligo di esibire il green pass sul posto di lavoro e nei ristoranti anche nel 2022. Tra le ipotesi anche quella di ridurre la durata del certificato verde, la cui validità scenderà da 12 a 9 mesi. 

Al momento l vaccino rimane l’arma più efficace contro il diffondersi del virus. “Ogni singola dose  in più significa rendere più forte il nostro scudo contro il Covid-19. Dobbiamo insistere” ribadisce ministro della Salute, Roberto Speranza, al convegno dell’Ordine dei medici, dove è intervenuto anche il commissario  Francesco Figliuolo, che ha sottolineato l’importanza di non ostacolare la campagna vaccinale “L’87% degli italiani – sottolinea il generale – ha avuto almeno una somministrazione di vaccino, ma non siamo ancora al finale, la campagna prosegue con la terza dose”.

A testimonianza dell’efficacia del vaccino è il secondo monitoraggio degli ospedali sentinella Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie) secondo cui “il 74% dei ricoverati in terapia intensiva non ha ricevuto alcuna dose di vaccino o non ha completato il ciclo. Solo il 26% dei pazienti positivi in intensiva ha completato il ciclo vaccinale”.