Vito Crimi: "Stop ai soldipubblici all'editoria Redistribuire la pubblicità"

Il sottosegretario al Fatto Quotidiano "Basta con i regali a Berlusconi"

“Il decreto voluto da Lotti per l’editoria non è mai stato varato. Di fatto un regalo alle grandi concessionarie, Berlusconi in primis”. Va subito al nocciolo della questione Vito Crimi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria. Stamattina, in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano spiega l’intenzione del governo di chiudere il finanziamento pubblico ai giornali, alla stregua di quanto fatto con i partiti.

Il Fondo pubblico eroga contributi alla stampa per circa 114 milioni, ai quali si aggiungono l’extra gettito del canone Rai e la quota 0,1 per cento sui ricavi pubblicitari per sostenere l’editoria. Secondo Il Fatto, questi ultimi due elementi sono “pura teoria”: i criteri per accedere a quel contributo di solidarietà dello 0,1 per cento non sono mai stati discussi dal governo Renzi e, di fatto, la quota pubblicitaria è rimasta inapplicata. “Questa dimenticanza è stata l’ennesimo favore del Pd a Berlusconi e questi regali devono finire” insiste Crimi. Allora tagli all’editoria e tetti alla pubblicità in tv. “Noi vogliamo solo togliere i fondi pubblici all’editoria, non eliminare il Fondo per il pluralismo. Gli editori hanno ricevuto tantissimi soldi soldi, oltre tre miliardi dal 2003” continua il Sottosegretario. “A fronte di questo ci saremmo aspettati investimenti per reggersi sul mercato che non ci sono stati. Per evitare ricadute occupazionali si possono introdurre i tetti pubblicitari per aiutare dal lato degli introiti i giornali”. La pubblicità andrà poi ridistribuita tra carta stampata e tv.

Vito Crimi lancia poi la sua proposta già presentata agli editori: “Una Netlix dell’editoria”, ovvero una piattaforma tecnologica che permetta la lettura di tutti i giornali al costo di un solo abbonamento.

Giulia Torlone

Aquilana di nascita, si è laureata in Italianistica e vive a Firenze. Ha lavorato nel settore della cooperazione internazionale occupandosi di ufficio stampa. Redattrice su temi di diritto alla cittadinanza e giustizia sociale, ha concentrato il suo lavoro sui Paesi del bacino del Mediterraneo.