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HomeEconomia Crisi in Medio Oriente, petrolio oltre gli 80 dollari e prezzi in aumento

Le Borse tentano il rimbalzo
Brent supera gli 80 dollari
Tempesta di rincari

Con l'escalation in Medio Oriente

salgono benzina, bollette e alimentari

di Iris Venuto04 Marzo 2026
04 Marzo 2026
brent mercati asia europa

Il canale di Hormuz | Foto Ansa

ROMA – Dopo la pesante caduta dei mercati europei degli ultimi due giorni, le Borse del Vecchio Continente accennano un lieve recupero, in controtendenza rispetto ai listini asiatici. L’escalation delle tensioni in Medio Oriente continua a scuotere l’economia globale. Il contesto di estrema volatilità, innescato dai danneggiamenti alle infrastrutture energetiche e dal blocco del canale di Hormuz, alimentano i timori di uno shock petrolifero. Capace di far lievitare i prezzi e bloccare i tagli dei tassi da parte delle banche centrali. 

A dominare le preoccupazioni dei mercati resta il petrolio, strumento di ritorsione di Teheran che minaccia gli avversari di interrompere le forniture in Medio Oriente. Il prezzo del greggio resta saldamente ancorato ai massimi recenti con il Brent che supera gli 80 dollari, aumentando di circa il 2,5%. Per rassicurare le Borse il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che la Marina americana potrebbe scortare le petroliere. Anche se le autorità iraniane continuano a rivendicare il controllo dell’area. 

Tempesta ancora sulle Borse asiatiche

Tra i mercati globali, quelli asiatici continuano a essere i più penalizzati. Per il terzo giorno consecutivo sono scesi gli indici azionari. L’Msci Asia Pacific crolla del 4,5%, con Seul che cede lo 12% e Tokyo il 3,6%. I timori per un’ondata di inflazione hanno portato gli investitori a lasciare i mercati asiatici. Secondo le analisi di Bloomberg dall’inizio della settimana, sono state vendute azioni sudcoreane per circa 3,1 miliardi di dollari. Altre uscite di capitali da Taiwan per altri 3,6 miliardi di dollari.

Stangata su benzina, bollette e alimentari

A pagarne le conseguenze cittadini e aziende. Le compagnie dei carburanti, infatti, hanno alzato i listini sulla base delle previsioni degli analisti, portando il gasolio a 10 centesimi euro/litro (+17,5%), e la benzina a 3,3 centesimi (+7%). Ma, secondo le sigle dei benzinai – Faib, Fegica e Figisc –, l’aumento dei prezzi potrebbe continuare a crescere nei prossimi giorni. 

Rincari in vista anche per il gas, in aumento ieri del 20% oltre i 50 euro al megawattora, con effetti a cascata sulle bollette. In Italia, infatti, il costo del metano incide sul prezzo all’ingrosso dell’energia per la maggior parte delle ore della giornata. Secondo le stime di Codacons una famiglia con due figli potrebbe arrivare a spendere tra 210 e 380 euro in più all’anno per luce e gas. Nonostante le riserve di gas siano ancora sufficienti (circa 45% degli stoccaggi pieni), i prezzi stanno salendo rapidamente. Per valutare la sicurezza delle forniture, il governo incontrerà presto i vertici di Eni e Snam.

Cresce anche il carrello della spesa, registrando un balzo del 2,2%, che ha portato solo per il mese di febbraio un aumento di circa 250 euro a famiglia. Un’impennata che coinvolge soprattutto i prezzi degli alimentari non lavorati: ortaggi, tuberi, banane, legumi e prodotti ittici. Una conseguenza diretta “dei maggiori costi di trasporto delle merci e dell’impennata delle quotazioni delle materie prime”, come osserva Assoutenti.

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