Senato: sì al “divorzio breve”, salta quello “immediato”

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Per chiedere il divorzio basterà un anno di separazione, addirittura solo sei mesi in alcuni casi particolari. Palazzo Madama ha detto sì alla nuova disposizione con 228 voti favorevoli, 11 contrari e altrettanti astenuti. Ora la palla passa alla Camera dei Deputati: se a Montecitorio sarà approvato senza modifiche il testo giunto dal Senato, il cosiddetto divorzio breve sarà legge. Secondo l’attuale disciplina, per chiedere lo scioglimento definitivo del vincolo coniugale, sono necessari almeno tre anni di separazione. Con le nuove norme, invece, saranno sufficienti sei mesi, nel caso di consensuale, quando cioè marito e moglie trovano un accordo sulle condizioni del divorzio: questioni relative all’affidamento dei figli, ad esempio, o agli eventuali assegni di mantenimento.

Quando invece il divorzio è pronunciato in via giudiziale, casi nei quali vi è spesso la richiesta di addebito da parte di almeno uno dei coniugi, il tempo minimo per chiedere la cessazione degli effetti matrimoniali sarà di un anno. È stato però stralciato dal testo il “divorzio lampo”. Previsto in molti altri paesi europei, sarebbe possibile in presenza di alcune condizioni: volontà di entrambi i coniugi espressa di fronte al magistrato e assenza di figli minori o maggiorenni portatori di handicap o quelli di età inferiore ai 26 anni e non economicamente autosufficienti. La norma sarà offetto di un disegno di legge autonomo del Partito democratico.

Roberto Rotunno

Roberto Maria Rotunno

Nato a Conversano (BA) nel 1989. Dopo alcune collaborazioni con giornali locali, nel 2009 è diventato giornalista pubblicista. Si è laureato a Bari in Scienze dei Servizi giuridici, con una tesi in Diritto Internazionale sulla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in tema di diritto di cronaca, in particolare giudiziaria. A febbraio 2011, poco dopo aver terminato lo stage al Corriere del Mezzogiorno di Bari, ha iniziato a collaborare con ilfattoquotidiano.it