Staff Sgt. Corey Ormsby, 375th Security Forces Squadron, fires a taser at Scott Air Force Base, Illinois, March 28, 2017. Ormsby was demonstrating proper firing and use procedures for Junior Reserve Officer Training Corps members which also included a military working dog demonstration and showcasing ‘drunk goggles,’ which simulate the effect of alcohol impairment. (U.S. Air Force photo by Tech. Sgt. Jonathan Fowler)

Domani taser in 12 cittàdal Sappe la richiestaper introduzione in carcere

Il segretario Donato Capece "Agenti in balia dei detenuti"

Parte domani, da Milano a Catania, la sperimentazione del taser in dotazione alle forze dell’ordine. La pistola elettrica, che prende il nome dalle iniziali del suo creatore (Thomas A. Swift’s Electronic Rifle), immobilizza il soggetto colpito lanciando due piccoli aghi, che trasmettono brevi impulsi di una scarica ad alta tensione. Il raggio d’azione è di 7 metri massimo e non è necessario che gli aghi penetrino nei vestiti per funzionare. Ricordando la notizia, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha sottolineato che si tratta di un’arma “meno che letale”, che potrà aiutare gli agenti a svolgere il loro lavoro. Tuttavia, sia Onu che Amnesty International ne hanno sottolineato la pericolosità, inserendolo nella lista degli “strumenti di tortura”.

Il segretario del Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria), Donato Capece, ne ha chiesto presto l’introduzione anche tra le dotazioni degli agenti degli istituti carcerari. “È mai possibile – ha dichiarato –  che nessuno, al ministero della Giustizia e ai dipartimenti dell’Amministrazione Penitenziaria e della Giustizia minorile e di comunità, abbia pensato di introdurre la pistola taser o lo spray al peperoncino anche per la Polizia Penitenziaria e i suoi appartenenti, per fronteggiare ed impedire aggressioni fisiche e selvagge?”. La richiesta arriva dopo l’aggressione di un detenuto ai danni di un poliziotto penitenziario in servizio a Uta, nel cagliaritano. “Ogni giorno – ha continuato Capece – giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari del Paese, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato”.

Gloria Frezza

Gloria Frezza (Ortona a Mare, 13/12/1991) Nel 2010 si trasferisce a Roma per studiare Lettere Moderne all’Università La Sapienza. Completato il ciclo triennale, intraprende una Laurea Magistrale in Editoria e Scrittura nel medesimo ateneo, che conclude con il massimo dei voti nel gennaio 2016. Dal 2014 collabora con la testata online “Ghigliottina”, scrivendo di cultura ed eventi. Dall’ottobre 2016 è iscritta al Master Biennale in Giornalismo dell’Università Lumsa di Roma.