WASHINGTON – Il Cremlino sembra appoggiare il piano Usa per una pace in Ucraina, che prevede garanzie di sicurezza americane per Kiev in cambio della cessione del Donbass alla Russia. Ma Volodymyr Zelensky, invece, non sembra disposto a rinunciare alla regione e ha espresso forte preoccupazione riguardo al piano di Washington: “Un tale ritiro comprometterebbe la sicurezza di Kiev e dell’Europa”, ha detto il presidente ucraino a Reuters.
I negoziati per risolvere la guerra in Ucraina sembrano ancora lontani da una svolta. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sottolineando che sul fronte degli interessi russi “non ci sono ancora stati progressi”. Peskov ha inoltre smentito categoricamente le indiscrezioni secondo cui la Russia sarebbe stata vicina a un accordo di pace lo scorso febbraio: “Queste affermazioni sono assolutamente false”, ha sottolineato il portavoce del Cremlino. Nonostante lo stallo, Mosca ha ribadito di restare “aperta e interessata” alla prosecuzione del dialogo negoziale per giungere a una soluzione della crisi.
WP: il Pentagono vuole spostare le munizioni destinate a Kiev in Medio Oriente
Il conflitto ucraino s’intreccia con quello iraniano. Secondo il Washington Post, il Pentagono sta valutando di dirottare verso il Medio Oriente le forniture militari originariamente destinate a Kiev. Una valutazione che ha preso piede dopo lo scoppio della guerra in Iran, che starebbe mettendo a dura prova le scorte di munizioni statunitensi, in particolare i missili intercettori per la difesa aerea. Il presidente americano, Donald Trump, ha commentato le indiscrezioni sposando questa linea: “Abbiamo armi e munizioni ovunque e a volte le spostiamo da una parte all’altra. L’Ucraina non è la nostra guerra”.
Intanto, il Regno Unito ha autorizzato il sequestro delle navi della “flotta ombra” russa nelle acque britanniche. Un segnale di fermezza contro l’economia di guerra di Mosca, che è stato lodato da Volodymyr Zelensky.


