"Elegia americana"il nuovo film di Netflixdel regista Ron Howard

Tratto dall'omonimo romanzo di J.D.Vance uscirà sulla piattaforma il 24 novembre

Elegia americana, basato sul libro bestseller autobiografico di J. D. Vance, è il nuovo film pronto ad arrivare sui grandi schermi statunitensi e sulla piattaforma Netflix dal 24 novembre 2020.

Il film, diretto dal regista premio Oscar Ron Howard e sceneggiato dalla produttrice televisiva Vanessa Taylor, è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo.
La storia si basa sulle memorie del suo autore, J. D. Vance, e racconta, attraverso il confronto di tre generazioni, un sogno di benessere e di riscatto che passa attraverso la lotta e la miseria.

Il libro, pubblicato nel 2016, era stato visto come possibilità di spiegazione e di confronto tra un’America rurale in crisi economica e “l’altra America”, quella di Donald Trump.
Anche il film arriva in un periodo particolare, proprio mentre l’America, a due settimane dalle elezioni, si trova divisa.
Ma forse, come ha dichiarato il regista Ron Howard, si può trovare un punto in comune tra la storia del protagonista e la situazione attuale dei cittadini statunitensi: “La famiglia come valore, la consapevolezza che la sofferenza non ha colore politico. Spero che questo film ci ricordi che in quanto americani, in quanto esseri umani, siamo simili”.

Il primo trailer del film è stato distribuito online il 14 ottobre 2020 e vede come protagonisti alcuni volti noti del cinema internazionale: Amy Adams, Glenn Close e Gabriel Basso.
Le colonne sonore sono invece opera del noto compositore Hans Zimmer.

La pellicola, uscita in anteprima nel Regno Unito l’11 novembre 2020, è stata stroncata dalla critica americana. Le recensioni sono impietose e lo considerano “il peggior film della carriera di Ron Howard” definendolo come “ridicolmente orrendo”. Come riportato da Rotten Tomatoes, aggregatore di voti per il mondo cinematografico, il film si aggiudica un punteggio di gradimento pari al 23%.

Claudia Torrisi

Mi chiamo Claudia Torrisi, ho una laurea triennale in Lettere moderne e una magistrale in Editoria e scrittura, conclusa con una tesi riguardante la disinformazione e il fenomeno deepfake.