Elezioni a Ostia, Di Pillo:"Le priorità sono legalitàe dissesto idrogeologico"

La candidata grillina ha ottenuto il 30% dei consensi al primo turno

I fatti di cronaca che fanno da sfondo al voto hanno reso molto teso il clima intorno al ballottaggio. Pensi che l’aggressione di Roberto Spada al giornalista Rai Daniele Piervincenzi e la conseguente mobilitazione cittadina possa indurre un desiderio di riscatto tra gli abitanti del litorale? 

Penso che sia importantissimo che i cittadini si rechino al voto proprio per dimostrare che la gran parte della popolazione è composta di cittadini onesti, di cittadini che hanno voglia di fare e riscattare questo territorio da tutto ciò che è successo e dall’immagine che abbiamo.

Il 9% dei consensi ottenuto da Casapound, forse anche grazie all’appoggio della famiglia Spada, potrebbe confluire sulla coalizione di centrodestra?

Come Movimento 5 Stelle, noi vogliamo i voti dei cittadini onesti, non della famiglia Spada. Vogliamo i voti dei cittadini onesti, di tutti coloro a cui piace il nostro programma.

Come si risolve il problema delle spiagge libere e del cosiddetto lungomuro?

A breve verrà approvato un nuovo regolamento attraverso il P.U.A., che detterà le regole per poter finalmente abbattere questo lungomuro, redistribuire le spiagge libere su tutto il territorio e permettere ai cittadini di tornare a vedere il mare quando fanno una passeggiata sul lungomare.

Quale sarebbe la prima iniziativa che prenderebbe da presidente del municipio?

Sicuramente bisogna lavorare sulla sicurezza col potenziamento degli agenti della polizia locale, l’installazione di telecamere nei punti più sensibili per combattere non solo gli atti vandalici che succedono ma anche le discariche abusive, tutto ciò che non va e che crea una mancanza di decoro. Bisogna formare un tavolo con le forze dell’ordine per poter pianificare in questo territorio ed essere alleati nel governo di questo municipio. E poi c’è il tema del dissesto idrogeologico, uno dei più cari al M5s già dal 2014: occorre sviluppare, insieme alla Protezione Civile, il piano antialluvione, che adesso non c’è e di cui veramente abbiamo bisogno.

Siria Guerrieri

Dottore di Ricerca, giornalista con la passione per Politica ed Esteri fin dai tempi dell’università. Nel 2010 e nel 2011 è a Washington DC per una borsa post-doc. Dal 2014 al 2016 collabora con la redazione di Rassegna, Rassegna.it e Liberetà, occupandosi di esteri e politiche dell'Unione Europea.