Un'immagine dello stabilimento Ilva a Taranto / Foto Ansa

Ex Ilva, lunedì l'incontrotra vertici Mittal e governoIpotesi Stato al 60%

Al centro il nodo risorse finanziarie L'Ugl: "Attesa una svolta dal tavolo"

ROMA – Occhi puntati sul futuro dell’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia, lo stabilimento siderurgico più grande d’Europa con sede a Taranto. Oggi, 8 gennaio, il governo discuterà con Aditya Mittal, amministratore delegato di ArcelorMittal – che gestisce l’azienda insieme a Invitalia – per tentare di capire se l’ad confermerà la linea che vede la multinazionale lasciare la posizione di socio di maggioranza in favore dell’azionista pubblico, Invitalia (l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa). L’obiettivo comune di entrambe le parti è la ricerca di una soluzione che permetta di mantenere aperto lo stabilimento, di saldare i debiti, di proseguire con le bonifiche ambientali e di tutelare sia l’azionista privato (Mittal) che i lavoratori e l’ambiente. Per l’esecutivo nel faccia a faccia con Mittal saranno presenti i ministri Giancarlo Giorgetti (Tesoro), Raffaele Fitto (Affari Europei), Adolfo Urso (Imprese e made in Italy) e il sottosegretario alla presidenza Alfredo Mantovano. Assente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Il primo nodo è quello delle risorse finanziarie. Per scongiurare la liquidazione, l’ipotesi più accreditata è quella di aumentare la quota di azionariato pubblico in Acciaierie d’Italia dal 38% fino al 60%, porterebbe a una diluizione della partecipazione azionaria di Mittal. Una soluzione auspicata dai sindacati e solo da una parte del governo. In molti infatti vorrebbero evitare uno scontro con il gruppo franco indiano e un coinvolgimento massiccio dello Stato nella gestione. 

Inoltre l’esecutivo chiede “precise garanzie” all’azionista privato, inclusi investimenti, livelli di produzione, sicurezza dei lavoratori, salvaguardia degli impianti e tutela ambientale.

Antonio Spera, segretario nazionale Ugl Metalmeccanici si attende “una svolta dal tavolo a Palazzo Chigi” auspicando “che oggi si raggiunga un accordo diverso dagli anni passati e che l’azienda possa contribuire a produrre acciaio con un nuovo piano industriale e un nuovo assetto societario”.

 

Lorenzo Urbani

Laureato in Media, comunicazione digitale e giornalismo alla Sapienza, sono giornalista pubblicista dal luglio 2020. Da un anno faccio parte del team di telecronisti per la redazione di Gianluca Di Marzio. Appassionato di tutti gli sport con il sogno di raccontare, un giorno, una finale di Champions League.