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HomeCronaca Garlasco, l’ipotesi dello scambio di provette tra cucchiaino e pedali di Stasi

Caso Garlasco, Dna sui pedali
Ipotesi scambio di provette
I Poggi: “Sempio innocente”

Il confronto sui risultati negativi

Si esaminano le analisi del 2007

di Antonio Fera02 Ottobre 2026
02 Ottobre 2026

La bicicletta sequestrata ad Alberto Stasi in una delle immagini allegate alla consulenza di parte civile nel processo per l'omicidio di Chiara Poggi | Foto Ansa

PAVIA – Il cucchiaino e i pedali della bicicletta. Due reperti diversi, lo stesso valore di concentrazione del Dna: 2,78 nanogrammi per microlitro. È da questa coincidenza che parte l’ipotesi sulla quale lavorano la Procura di Pavia e i carabinieri del nucleo investigativo di Milano: uno scambio di provette potrebbe aver portato ad attribuire ai pedali della bici di Alberto Stasi il profilo genetico di Chiara Poggi ricavato dal cucchiaino. Un possibile errore nelle analisi del 2007, seguito, secondo il sospetto degli inquirenti, dall’occultamento dei successivi risultati negativi. Intanto la famiglia Poggi, attraverso i suoi legali, fa sapere che non si costituirà parte civile nell’eventuale processo contro Andrea Sempio: lo considera innocente.

Il cucchiaino e i pedali

La domanda è come gli stessi campioni abbiano potuto restituire il Dna della vittima il 19 settembre 2007 e due risultati negativi il giorno dopo. L’allora capitano dei Ris Alberto Marino, interrogato, ha spiegato di aver ripetuto gli esami “per approfondire”. Ma proprio su quelle successive analisi si concentra una parte degli accertamenti: secondo gli inquirenti, gli esiti negativi non sarebbero stati comunicati. L’ipotesi è che siano state scambiate la provetta del cucchiaino usato da Chiara per la colazione la mattina del 13 agosto e quella del campione “bu_p”, prelevato dai pedali della bici dell’ex fidanzato. Ad alimentarla non c’è soltanto il valore identico fino ai decimali. I due reperti furono ispezionati nello stesso giorno, il 10 settembre 2007, e avviati alle procedure di estrazione a un giorno di distanza, il 10 e l’11 settembre. C’è poi l’attribuzione manuale del profilo del cucchiaino, identificato come reperto “29”, un altro passaggio sul quale si soffermano i consulenti della difesa. Per i genetisti Pasquale Linarello e Ugo Ricci, incaricati da Stasi, i dati grezzi indicano uno scambio del quale qualcuno si sarebbe accorto senza porvi rimedio. Una ricostruzione ancora da dimostrare, che mette in discussione un elemento di prova utilizzato nel processo concluso con la condanna dell’ex fidanzato a 16 anni.

Lo scontro sulle analisi

La Procura aveva già chiesto un parere ai propri consulenti, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, la scorsa primavera. Il confronto si era però fermato davanti alle diverse metodiche impiegate nei test, che non consentivano di paragonare i tracciati. Ora l’esame dei dati grezzi ha riaperto la questione. Gli interrogatori svolti finora non hanno sciolto i dubbi e nelle prossime settimane potrebbero esserci altre convocazioni. Resta anche da valutare se eventuali reati, a diciannove anni dai fatti, siano prescritti. Intanto continua il confronto tra i consulenti. “La difesa non ha mai visto l’analisi del 20 settembre”, sostiene Linarello. “Se l’avessimo saputo, avremmo chiesto altri mille approfondimenti”. Il generale Luciano Garofano, all’epoca alla guida dei Ris, richiama invece il verbale del 24 settembre 2007: “Tutti i risultati ottenuti fino a quel momento sono stati messi a disposizione dei consulenti di parte, che firmano di proprio pugno”. Anche Marzio Capra, consulente dei Poggi, ribadisce che “tutte le operazioni si sono svolte alla presenza dei consulenti”.

La scelta della famiglia Poggi

I genitori di Chiara, Rita e Giuseppe, e il fratello Marco non si costituiranno parte civile nell’eventuale processo contro Andrea Sempio. “Non abbiamo da avanzare alcuna pretesa economica nei confronti di persone innocenti”, ha dichiarato ieri Francesco Compagna, che li rappresenta insieme a Gian Luigi Tizzoni. Quest’ultimo richiama anche la sentenza definitiva contro Stasi: finché resterà esecutiva, sostiene, una costituzione contro Sempio equivarrebbe a chiedere due volte un risarcimento per lo stesso reato. I Poggi saranno invece parte in un eventuale giudizio di revisione della condanna. Un’istanza che, al momento, la difesa di Stasi non ha ancora presentato a Brescia e sulla quale Tizzoni si mostra scettico: “A mio avviso con gli elementi a oggi conosciuti non passerà nemmeno il vaglio di ammissibilità”. La Procura di Pavia, dopo aver chiuso per la seconda volta l’inchiesta su Sempio, ha annunciato che eserciterà l’azione penale una volta trascorsi i termini di legge. La richiesta di rinvio a giudizio è attesa dopo la metà di ottobre.

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