Giallo di Anguillara. Due ore di mistero per Federica

Dalle due di notte alle quattro del mattino sono 120 minuti di buio totale sui quali gli investigatori devono far luce e capire cosa è successo. Federica Mangiapane, una sedicenne di Anguillara è stata ritrovata senza vita sulla spiaggia del lago di Bracciano, a oltre quattro chilometri dalla piazza principale del paese.

Morta per cause naturali. Mancano solo cinque minuti alle due quando – secondo un testimone reputato attendibile dai carabinieri – la sedicenne è stata vista camminare da sola davanti un supermercato a poche centinaia di metri dalla discesa che porta sul lungolago di Bracciano, al centro del paese: scarpe da ginnastica ai piedi, giubbottino e borsetta sulla spalla. L’altro ieri il medico legale ha accertato come ora del decesso le quattro del mattino e, soprattutto, ha affermato che la giovane di Anguillara è «deceduta per cause naturali». Dunque, il mistero del lago si fa ancora più oscuro. Secondo i tabulati telefonici, in quelle due ore dal cellulare di Federica non sono né arrivate né partite telefonate. Svanisce anche l’ipotesti della violenza sessuale dal momento che non sono stati riscontrati segni di abuso sul corpo della ragazza. Inoltre non è stata trovata acqua nei polmoni, quindi non è morta per annegamento.

I racconti che coincidono e le ricerche che non portano a nulla. Il racconto del fidanzato di Federica, Marco Di Muro, collima perfettamente con quello che i suoi amici hanno fornito ai carabinieri. Forse anche troppo. Tanto da far pensare a un passaparola in modo tale da non commettere errori. Marco, 23enne cameriere di Formello, ha infatti raccontato di aver lasciato Federica alle 2 di notte dopo un litigio durate molte ore. Un racconto, appunto, confermato da un amico dei due che ha assistito alla scena. Se il decesso è avvenuto veramente alle quattro del mattino, allora è proprio in queste due ore che gli investigatori devono capire cosa sia successo.

Ieri mattina i sommozzatori dell’Arma hanno effettuato delle ricerche subacquee per capire che fine abbia fatto il giubbino, il cellulare e la borsetta che forse la giovane indossava quella sera. Tutto invano. Le acque di questo lago possono risultare più infide anche del mare aperto. Bracciano, infatti, presenta un fondo vulcanico molto insidioso e un gioco di vortici può far scendere in profondità ogni cosa. Tuttavia, come afferma il maggiore Paolo Dembech, è questa la strada da seguire perché sul fondale del lago potrebbero esserci importanti indizi.

Locali sotto accusa. Fino a ora non ci sono indagati nell’inchiesta aperta dalla Procura di Civitavecchia. Ma nel caso gli esami tossicologici dovessero confermare che quella sera Federica ha assunto alcolici o droghe, potrebbero scattare dei seri provvedimenti nei confronti dei proprietari dei locali notturni dove la sedicenne si è recata per festeggiare al notte dei mostri di Halloween.

Paolo Costanzi