Giubileo, Renzi “commissaria” Marino: sarà il prefetto a gestire i fondi?

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Il sindaco Ignazio Marino e il prefetto Franco Gabrielli

Strenua difesa in pubblico, sostanziale sfiducia in privato. Sembra essere questa la linea del premier Matteo Renzi nei confronti del sindaco di Roma Ignazio Marino e della sua giunta. Il Governo sarebbe infatti intenzionato ad affidare al prefetto della Capitale, Franco Gabrielli, la gestione dei 5-600 milioni di euro che saranno stanziati per l’imminente «Giubileo della misericordia» indetto da papa Francesco.

Il precedente di Rutelli. Diversa la scelta fatta dai governi Prodi e D’Alema per il «Grande Giubileo dell’Anno 2000», quando l’incarico di commissario straordinario fu affidato all’allora sindaco Francesco Rutelli. Comprensibile perciò l’ira diffusa ieri in Campidoglio, anche se nessuno mette in discussione la stima per il prefetto Gabrielli, nominato poche settimane fa proprio nella speranza di “pacificare” il rapporto tra il sindaco Marino e il rappresentante territoriale del Governo, dopo i numerosi scontri avuti con il predecessore Giuseppe Pecoraro.

Braccio di ferro sul testo. Se da Roma capitale non è ancora arrivata una protesta ufficiale è solo perché il Consiglio dei Ministri di ieri ha preferito rimandare alla prossima settimana l’approvazione del «decreto per il raccordo operativo tra le amministrazioni coinvolte nella realizzazione del Giubileo straordinario della misericordia». Questo rinvio lascia un po’ di margine ai “pontieri”, che in queste ore stanno mediando per apportare modifiche al testo. Alla fine – si sbilanciano esponenti del Pd vicini a Marino – una soluzione si troverà, ma se così non fosse al Campidoglio resterà comunque il potere di «individuare gli interventi necessari per rimuovere la situazione di emergenza determinatasi nei settori di traffico, mobilità e dell’inquinamento», cedendone però la gestione amministrativa ed economica alla prefettura.

Mafia Capitale e il travaglio del Pd. Del resto, i recenti sviluppi dell’inchiesta Mafia Capitale rendono non scontata al 100% la permanenza in carica del sindaco Marino – e del presidente della Regione, Nicola Zingaretti – fino alla chiusura della porta santa, il 20 novembre 2016. Nonostante le continue rassicurazioni che arrivano dai vertici del Pd, infatti, è evidente che a livello locale molte cose dovranno cambiare. Dopo la relazione shock di Fabrizio Barca, che un paio di mesi fa ha definito addirittura «pericoloso, in preda a una guerra tra bande e al servizio esclusivo degli eletti» il Pd romano, proprio ieri il presidente nazionale – e commissario cittadino – Matteo Orfini ha annunciato nuove regole per il tesseramento e la riduzione dei circoli a 15, uno per municipio, nel tentativo di sradicare il potere delle correnti e dei tanti “ras” locali.

Alessandro Testa

Alessandro Testa

Nato a Roma, ha conseguito una laurea quinquennale (110 e lode) in Scienze della Comunicazione alla Sapienza, dove svolge ancora ricerca sulle primarie al dipartimento CORIS. Ha lavorato quattro anni negli uffici stampa della Marina Militare e ha collaborato con un’agenzia di stampa e diverse piccole testate. Ha frequentato il master IGS in giornalismo internazionale e una summer school in comunicazione a New York. Attualmente scrive recensioni teatrali, cura un blog ed è presente su Twitter.